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Cronaca
07 Aprile 2026 - 11:17
Raid vandalico nella notte a Nichelino: auto distrutte in via Deledda, denunciati due giovani
Una notte di rumori improvvisi, vetri infranti e rabbia al risveglio. In via Deledda, a Nichelino, la quiete si è spezzata nella notte di domenica 5 aprile, quando un raid vandalico ha colpito alcune auto parcheggiate lungo la strada. Al mattino, il bilancio era già chiaro agli occhi dei residenti: parabrezza e lunotti in frantumi, finestrini distrutti, specchietti retrovisori spaccati, gomme tagliate. Un gesto violento e gratuito che ha lasciato dietro di sé danni ingenti e un senso diffuso di amarezza.
A far scattare l’allarme sono stati alcuni abitanti della zona, svegliati nel cuore della notte dai rumori provocati da due giovani. Le segnalazioni hanno portato rapidamente sul posto i carabinieri della tenenza cittadina, intervenuti in via Deledda per verificare quanto stava accadendo. Una volta arrivati, i militari hanno constatato l’entità del danneggiamento ai veicoli in sosta. Secondo quanto emerso, le auto prese di mira presentavano danni diffusi: vetri rotti, specchietti distrutti e pneumatici tagliati. Un’azione sistematica, compiuta con modalità che fanno pensare a una vera e propria furia distruttiva.
Il raid si è concluso con l’identificazione e la denuncia di due ragazzi: uno maggiorenne, residente nella vicina Torino, e uno minorenne del posto. Al momento, questo è il quadro fornito sui responsabili individuati dopo l’episodio.

La presenza di un minorenne tra i denunciati aggiunge un elemento di riflessione a una vicenda che non riguarda soltanto la cronaca spicciola, ma anche il disagio che talvolta si manifesta in forme insensate e dannose. Resta però un dato incontestabile: a pagare il prezzo più alto, almeno nell’immediato, sono i proprietari delle vetture colpite.
Tra i particolari più sconcertanti emersi dall’accaduto, c’è l’uso di un estintore, che i due avrebbero impiegato per colpire e spaccare ciò che trovavano lungo il cammino. Un dettaglio che restituisce la misura della violenza del gesto e della sua totale mancanza di giustificazione. Non si è trattato, dunque, di un danneggiamento isolato o casuale, ma di un’azione ripetuta su più veicoli, con effetti pesanti per i cittadini coinvolti. Secondo una testimonianza raccolta sui social, le auto semidistrutte sarebbero state almeno cinque o sei.
A raccontare il clima del quartiere è anche il commento di una residente su Facebook, che ha espresso indignazione per quanto accaduto: “Ci vogliono pene severe… Chi pagherà tutti i danni? E stamattina ho visto con i miei occhi… Almeno cinque - sei auto semidistrutte…”. Parole che fotografano bene il sentimento di chi, oltre allo shock, si trova ora a fare i conti con spese impreviste, pratiche assicurative e disagi quotidiani. Per molti cittadini, infatti, l’auto non è un bene accessorio, ma uno strumento indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli, gestire la vita di ogni giorno.
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