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Cronaca
04 Aprile 2026 - 10:49
soccorso alpino (repertorio)
Il sentiero scompare, il bosco si chiude e il buio arriva più in fretta del previsto. È così che una giornata di escursionismo si trasforma in una notte di paura sulla Via del Sale, lo storico itinerario che attraversa Lombardia, Piemonte e Liguria, collegando Varzi a Portofino. Protagoniste due escursioniste di 35 e 31 anni, rimaste bloccate nella zona di Pian dell’Armà, a Capanne di Cosola, nell’Alessandrino. Avevano perso l’orientamento lungo il percorso e, con il calare della sera, ogni punto di riferimento si è dissolto: nessuna luce, nessun sentiero chiaro, solo il silenzio della montagna e la consapevolezza di essere fuori traccia.
È in quel momento che scatta la richiesta d’aiuto, una decisione fondamentale presa prima che la situazione potesse degenerare. L’allarme mobilita immediatamente il Soccorso Alpino di Alessandria e i Vigili del Fuoco di Tortona, con il supporto di squadre provenienti anche da Pavia e Voghera. Una risposta coordinata e rapida, mentre le ricerche si sviluppano tra boschi e crinali, in una zona affascinante ma insidiosa, dove i sentieri si intrecciano e i riferimenti possono svanire in pochi minuti.
Le squadre cercano di ricostruire la posizione delle due donne attraverso le indicazioni fornite al telefono, non sempre precise, mentre le escursioniste attendono nel buio, ferme, cercando di mantenere la calma. Dopo ore di ricerche arriva il momento decisivo: vengono localizzate e raggiunte. Sono spaventate ma in buone condizioni, senza ferite, solo provate dalla tensione e dalla stanchezza.
L’intervento si conclude senza conseguenze gravi, ma lascia una lezione chiara. La Via del Sale resta uno dei percorsi più suggestivi del nord Italia, ma anche uno di quelli che richiedono attenzione, preparazione e rispetto. Perché basta poco — una deviazione, un errore di valutazione, qualche minuto di ritardo — per perdere l’orientamento. E quando arriva il buio, tutto cambia. Quella che doveva essere una semplice escursione si è trasformata in un’operazione complessa che ha coinvolto più squadre e territori, risolta grazie alla prontezza delle escursioniste nel chiedere aiuto e alla rapidità dei soccorsi. Una storia che finisce bene, ma che ricorda una regola semplice e spesso dimenticata: in montagna, non si improvvisa.

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