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Cronaca
03 Aprile 2026 - 14:45
Quarantenne scende in strada per chiedere silenzio: pestato in piazza da un gruppo di giovani
Sabato sera è finita con un’ambulanza sotto casa. Un uomo scende per chiedere silenzio, e torna su con il volto tumefatto e una costola rotta. Succede a Canale, nella piazzetta del Municipio. Un episodio che non nasce dal nulla.
Da mesi, raccontano i residenti, quella zona del centro è diventata un punto fisso di schiamazzi, bottiglie rotte e citofoni presi di mira. Non una serata isolata. Una situazione che si trascina, che accumula tensione, che prima o poi doveva esplodere.
Intorno alle 22.30 il quarantenne, cuoco, prova prima a richiamare i ragazzi dal balcone. Nessuna risposta. Nessun effetto. Scende in strada. Ed è lì che la situazione cambia passo. Il confronto si accende, si irrigidisce, poi degenera.
«Ho solo chiesto di poter dormire e di avere rispetto», racconterà dopo.
Secondo la sua versione, viene circondato, insultato, minacciato. Prova a difendersi con uno spray al peperoncino. Non basta. In quattro contro uno, il gruppo lo colpisce con calci e pugni, anche quando è già a terra. Perde conoscenza. Quando si riprende è ferito, sanguinante.

Riesce a rientrare a casa. È la compagna a chiamare i soccorsi. Il 118 lo trasporta all’ospedale di Asti: trenta giorni di prognosi.
Sul posto arrivano anche i carabinieri della compagnia di Bra. Alcuni testimoni riconoscono i giovani, che vengono identificati. Ma il quadro non è ancora chiuso. La loro versione ribalta il racconto: sarebbe stato il quarantenne ad aggredire per primo.
La verità, ora, passa anche dalle telecamere della piazza. Le immagini potrebbero chiarire cosa è successo davvero in quei minuti.
Resta un dato. Un uomo che chiede silenzio e finisce in ospedale. E un centro che da mesi convive con un problema noto, segnalato, mai risolto davvero. La domanda, a questo punto, è inevitabile: quante volte deve succedere prima che smetta di essere “solo rumore”?
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