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Cronaca
28 Marzo 2026 - 16:44
Stazione di Chivasso, è di nuovo caos: maxi rissa per un monopattino, sicurezza fuori controllo
Ancora violenza davanti alla stazione ferroviaria di Chivasso. E, soprattutto, ancora una volta nello stesso punto: piazza Garibaldi, crocevia di pendolari e, sempre più spesso, teatro di episodi di cronaca che si susseguono con una preoccupante regolarità.
Nella serata di venerdì 27 marzo, intorno alle 22.30, è esplosa l’ennesima maxi rissa proprio nell’area antistante lo scalo ferroviario. Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe nato da un tentativo di furto di un monopattino ai danni di un giovane di origine nordafricana, presenza abituale della zona. “Volevano rubarmi il monopattino”, avrebbe raccontato. Da lì, in pochi minuti, la situazione è degenerata: dalle parole si è passati ai fatti, con un parapiglia che ha coinvolto circa una decina di persone.

Calci, spintoni, urla. Una scena già vista. L’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Chivasso ha permesso di riportare la calma e avviare gli accertamenti, mentre il giovane è stato accompagnato al Pronto Soccorso per le cure del caso.
Ma il punto, ancora una volta, è un altro.
L’episodio arriva a pochi giorni dalla scadenza della “zona rossa” istituita proprio attorno alla stazione: un provvedimento straordinario firmato dal Prefetto di Torino Donato Cafagna, che prevedeva allontanamenti e divieti per soggetti ritenuti pericolosi. Misura scaduta il 20 marzo e, al momento, non rinnovata.
Un vuoto che pesa. E che si inserisce in un contesto tutt’altro che nuovo.
Negli ultimi mesi, infatti, la stazione di Chivasso e le aree limitrofe – dal Movicentro a piazza Garibaldi – sono state al centro di una lunga serie di episodi: aggressioni, rapine, risse. Non fatti isolati, ma un filo rosso che attraversa il tempo.
Tornando indietro di qualche mese, un minorenne era stato colpito al volto con un taglierino proprio all’interno della stazione, dopo essere stato circondato da un gruppo di coetanei.
Nel 2025 una rapina con spray urticante ai danni di un 59enne, derubato della collana, e ancora interventi delle forze dell’ordine per sedare risse violente, anche con spranghe e bottiglie, in uno scalo affollato di pendolari.
Una sequenza di episodi che nel tempo ha portato anche a misure straordinarie: divieti di consumo di alcol, controlli rafforzati, task force interforze e, appunto, la “zona rossa”.
Eppure, nonostante tutto, la percezione – condivisa da residenti e commercianti – è che l’area resti fragile. Un punto sensibile dove degrado, microcriminalità e tensioni continuano a emergere ciclicamente.
L’ennesima rissa di venerdì sera non è quindi un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un quadro più ampio. Una fotografia che racconta una zona dove la sicurezza sembra oscillare tra interventi emergenziali e ritorni alla normalità, senza mai trovare un equilibrio stabile.
E oggi, con la “zona rossa” ormai alle spalle e senza proroghe all’orizzonte, la domanda torna inevitabile: quanto durerà questa tregua solo sulla carta?
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