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Addio ad Arnaldo Foglia, imprenditore e anima del Canavese

Originario di Baio Dora, aveva 90 anni. Dall’Olivetti all’imprenditoria tra Canavese e Valle di Gressoney, lascia il segno per il suo impegno nel lavoro, nella comunità e nelle tradizioni locali

Addio ad Arnaldo Foglia, imprenditore e anima del Canavese

Addio ad Arnaldo Foglia, imprenditore e anima del Canavese

C’è un silenzio particolare che scende sui paesi quando se ne va uno di quelli che tutti conoscevano. A Baio Dora, oggi, quel silenzio porta il nome di Arnaldo Foglia, scomparso ieri alle 18 in ospedale all’età di 90 anni. Un uomo che non è stato solo imprenditore, ma punto di riferimento umano, sociale e identitario per un territorio che abbraccia la Dora Baltea canavesana e si allunga fino alla bassa Valle d’Aosta, in particolare nella Valle di Gressoney, terra cara anche per le radici della moglie.

Nato a Baio Dora il 1° dicembre 1935, Arnaldo Foglia ha incarnato una generazione cresciuta nel valore del lavoro e del sacrificio. Dopo il servizio militare tra il 1958 e il 1959, iniziò il suo percorso come stagionale all’Alcan Alluminio di Borgofranco. Fu però all’Olivetti che costruì una parte fondamentale della sua vita: vi lavorò fino al 1977, distinguendosi non solo come lavoratore, ma anche come sindacalista, sempre in prima linea nella difesa dei diritti.

"Accanto all’impegno industriale - ricorda il sindaco Fausto Francisca - non abbandonò mai il legame con la terra: insieme alla moglie Maria, portava avanti una piccola azienda agricola, simbolo di una quotidianità fatta di fatica e dignità. Poi, nel 1977, la scelta coraggiosa che segna i caratteri forti: lasciare tutto per reinventarsi...".

Inizia così la stagione dell’accoglienza. Prima a Gressoney-Saint-Jean, all’albergo Lyskam, poi a Brosso Canavese con l’Albergo Italia, quindi ancora a Gressoney, all’Hotel Weissmatten. Anni in cui Arnaldo Foglia diventa volto noto e stimato anche oltre i confini del Canavese, soprattutto nella comunità walser, dove seppe costruire relazioni autentiche e durature.

Ma il richiamo delle origini non si spegne mai. Nel 1990 torna a casa e, insieme al figlio Damiano, compie un nuovo passo: acquista la storica segheria di Quassolo e fonda la Tecnolegnami snc. Ancora una volta lavoro, visione e sacrificio. Ancora una volta una scommessa vinta, portata avanti con passione instancabile fino agli 84 anni.

Proprio a Quassolo si consolida anche il legame della famiglia con la vita amministrativa del territorio: la nuora, ingegnere strutturista, è stata Sindaco del paese ed è oggi vicesindaco, segno di un impegno civico che prosegue nel solco dei valori condivisi.

Negli ultimi tempi la salute lo aveva messo alla prova, ma Arnaldo Foglia ha affrontato ogni difficoltà con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. E, come spesso accade a chi ha vissuto intensamente, è tornato alle radici: le passeggiate, le chiacchiere, gli amici di Baio Dora.

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Uomo di comunità nel senso più autentico, era da sempre iscritto al gruppo Alpini di Borgofranco, presenza attiva e instancabile. Per anni fu tra gli organizzatori e Ufficiale del Carnevale di Baio Dora, uno di quelli che non stavano mai a guardare, ma che facevano accadere le cose. Amava la compagnia, la tavola condivisa, la festa. E nel cuore portava una fede granata incrollabile: il Torino era più di una squadra, era un sentimento.

Oggi restano il dolore e la memoria. Restano la moglie Maria, il figlio Damiano, i nipoti e una famiglia allargata fatta anche di amici, colleghi, compaesani. E resta soprattutto l’eredità di un uomo che ha saputo costruire, cambiare, resistere.

Con Arnaldo Foglia se ne va una storia che parla di lavoro vero, di comunità e di appartenenza. Baio Dora lo saluta con rispetto e riconoscenza, consapevole che certi uomini non scompaiono davvero: continuano a vivere nei luoghi che hanno amato e nelle persone che hanno incontrato.

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