Montanaro sotto choc: 40enne trovato senza vita in uno spazio pubblico, indagini sull’ipotesi del gesto volontario (foto di repertorio)
Una tragedia che scuote profondamente la comunità di Montanaro prende ora un volto e un nome. L’uomo trovato senza vita nella mattinata di sabato 28 marzo, in uno spazio pubblico vicino a un albero, è Fabrizio Capirone, agricoltore di 40 anni, conosciuto in paese con il soprannome di “Liciun”.
Il ritrovamento è avvenuto nelle prime ore della giornata nelle campagne di via Prato Nuovo. A dare l’allarme era stato un passante. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri e i vigili del fuoco, ma ogni tentativo di soccorso si era rivelato inutile. Fin dai primi riscontri non erano emersi dubbi sulla natura volontaria del gesto, avvenuto probabilmente poco prima della scoperta.
Con il passare delle ore emerge anche il profilo umano della vittima. Fabrizio Capirone era descritto da chi lo conosceva come una persona riservata, dedita al lavoro e profondamente legata alla terra. Trascorreva gran parte delle sue giornate nei campi, lavorando nell’azienda agricola di famiglia insieme al padre Adriano, occupandosi della produzione e della vendita di prodotti agricoli.
Negli ultimi tempi, come accade a molti nel settore, le difficoltà non mancavano, rendendo ancora più pesante un’attività già segnata da sacrifici e incertezze. Ma la sua vita era stata segnata anche da dolori profondi sin da giovane età: da bambino aveva perso la madre e, poco dopo, il fratello Diego, scomparso a soli 18 anni a causa di una malattia incurabile. Ferite che avevano accompagnato il suo percorso umano e personale.
La notizia della sua morte ha lasciato nello sgomento l’intero paese. Amici, conoscenti e compaesani si stringono ora attorno alla famiglia in attesa di conoscere la data dei funerali, che si preannunciano molto partecipati.
Un dolore che riporta ancora una volta al centro un tema delicato e difficile da affrontare, quello della sofferenza personale e del disagio che può portare a gesti estremi. Parlare di queste tragedie resta complesso, ma è fondamentale ricordare che esistono strumenti di aiuto e supporto. In caso di emergenza è possibile contattare il 112. È attivo anche il servizio Telefono Amico al numero 02 2327 2327 (tutti i giorni dalle 10 alle 24) e via WhatsApp al numero 345 036 1628 (dalle 18 alle 21). In alternativa è possibile rivolgersi a Samaritans Onlus al numero 06 77208977, attivo tutti i giorni dalle 13 alle 22.
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