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Cronaca

Bimbo di cinque mesi morto dopo la caduta, la Procura apre un fascicolo per omicidio colposo

La madre ha raccontato di un malore mentre scendeva le scale con il piccolo in braccio. Il cuore del neonato è stato donato a un altro bambino

Bimbo di cinque mesi morto dopo la caduta, la Procura apre un fascicolo per omicidio colposo

C’è un fascicolo per omicidio colposo aperto in Procura a Torino sulla morte del bimbo di cinque mesi deceduto dopo una caduta nella villetta di famiglia a Pessione, frazione di Chieri. Un atto dovuto, spiegano ambienti giudiziari, necessario per consentire tutti gli accertamenti tecnici e medico-legali indispensabili a chiarire con precisione cosa sia accaduto la mattina del 21 febbraio e sciogliere ogni dubbio su una vicenda che ha sconvolto un’intera comunità.

L’iscrizione del procedimento non implica responsabilità accertate, ma serve a garantire lo svolgimento di perizie e consulenze irripetibili, a partire dall’autopsia, già disposta. Sarà proprio l’esame autoptico a dover ricostruire, attraverso l’analisi dei traumi riportati dal piccolo, la dinamica degli ultimi istanti di vita. Un lavoro complesso, fanno sapere gli inquirenti, che non porterà a conclusioni rapide: la ricostruzione medico-legale dovrà essere minuziosa, incrociando elementi clinici, rilievi tecnici e testimonianze.

Fin dall’inizio la madre ha fornito ai carabinieri una versione lineare. Ha raccontato che stava portando il figlio al piano di sotto per preparargli la pappa perché piangeva. Mentre scendeva le scale con il bambino in braccio, sarebbe stata colta da un malore improvviso, perdendo conoscenza. Quando ha ripreso i sensi si trovava in fondo alla scala, venti gradini più in basso. Il piccolo, secondo quanto riferito, le sarebbe scivolato dalle braccia durante la caduta.

Dopo la chiamata al 112, è stato l’altro figlio della coppia, di quattro anni, ad aprire la porta ai soccorritori. Una scena drammatica: la donna sotto choc, il marito assente da casa in quel momento, il neonato in condizioni disperate. I sanitari del 118 hanno tentato una prima rianimazione direttamente nell’abitazione, riuscendo inizialmente a far ripartire il cuore del bambino. Un secondo tentativo è stato effettuato all’arrivo all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, ma gli sforzi dei medici si sono rivelati inutili. Il decesso è stato ufficializzato 48 ore dopo il ricovero.

L’attenzione della Procura è ora concentrata sulla verifica puntuale della dinamica. L’autopsia dovrà chiarire la natura e la compatibilità delle lesioni con la caduta descritta, stabilire tempi e modalità dei traumi, valutare eventuali elementi che possano confermare o smentire il racconto della madre. Nessuno, tra gli investigatori, si sbilancia sui tempi: si tratta di un accertamento delicato, che richiede prudenza e rigore scientifico.

Nel frattempo, dalla tragedia è scaturito un gesto di straordinaria generosità. Il cuore del piccolo ha ripreso a battere nel petto di un altro neonato. Già nel pomeriggio successivo al ricovero, parlando con i sanitari del Regina Margherita, i genitori avevano espresso il consenso alla donazione degli organi. Dopo un consulto con uno specialista dell’Asl, la Procura ha autorizzato l’espianto ritenendo che non avrebbe compromesso l’esito dell’autopsia.

L’intervento è stato effettuato nella notte e ha segnato l’inizio di una vera e propria maratona per il Centro regionale trapianti del Piemonte e della Valle d’Aosta. Tra l’1:27 e le 13:30 sono stati prelevati cinque organi da donatori diversi negli ospedali di Torino, Ivrea e Aosta, con un frenetico via vai di ambulanze e aerei per il trasporto delle equipe mediche, coordinato dal servizio 118. Una corsa contro il tempo che ha trasformato una tragedia in una possibilità di vita per altri bambini.

Restano però molti interrogativi aperti. Proprio la delicatezza del quadro complessivo ha spinto anche la Procura per i minorenni ad aprire un dossier, chiedendo al tribunale di valutare l’affidamento temporaneo del fratellino di quattro anni ai nonni. Una misura cautelativa, in attesa che gli accertamenti facciano piena luce sulla vicenda e che venga definito il contesto familiare dopo un evento così traumatico.

La comunità di Pessione, ancora scossa, segue con apprensione l’evolversi delle indagini. In queste ore si intrecciano dolore, attesa e il bisogno di risposte. La magistratura, dal canto suo, procede con la cautela che casi di questa natura impongono: nessuna conclusione affrettata, nessuna ipotesi esclusa fino al termine degli accertamenti.

Sarà l’esito dell’autopsia, insieme agli approfondimenti tecnici e alle consulenze medico-legali, a dire se la morte del bambino sia compatibile con una tragica fatalità domestica, come sostenuto dalla madre, o se emergeranno elementi diversi. Fino ad allora, il fascicolo per omicidio colposo resta uno strumento giuridico per garantire trasparenza e completezza delle indagini su una vicenda che ha segnato profondamente una famiglia e un territorio intero.

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