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Cronaca

Detenuti litigano lanciandosi addosso delle bistecche...

L’Osapp denuncia una struttura “fuori controllo” al Lorusso e Cutugno: impianti distrutti, scontri tra detenuti e telefoni cellulari in cella. Il sindacato chiede rinforzi e interventi immediati

Detenuti litigano lanciandosi addosso delle bistecche...

Detenuti litigano lanciandosi addosso delle bistecche...

Le bistecche volano nei corridoi del Padiglione C. Non è un’immagine simbolica, ma quanto sarebbe accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, 20 febbraio 2026, alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Intorno alle 17.00–17.30, nella decima sezione, gruppi contrapposti di detenuti di nazionalità marocchina ed egiziana si sarebbero affrontati tra loro in uno scontro improvviso e violento. Oltre a colpirsi fisicamente, si sarebbero lanciati contro derrate alimentari sottratte al vitto, trasformando il reparto in una discarica.

Secondo quanto denunciato dall’OSAPP, l’Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria, la situazione sarebbe degenerata in pochi minuti, con urla, spintoni e oggetti scagliati lungo i corridoi della sezione. Solo l’intervento del personale di Polizia Penitenziaria, che avrebbe agito con tempestività e sangue freddo, avrebbe evitato che la rissa producesse conseguenze ancora più gravi. Gli agenti sarebbero riusciti a separare i gruppi contrapposti e a riportare gradualmente la calma, in un contesto che viene descritto come sempre più fragile.

Ma l’episodio della decima sezione non sarebbe stato isolato. Nella stessa giornata, il Padiglione C sarebbe stato interessato da ulteriori gravi criticità. Nella sesta sezione, un detenuto straniero, per motivi definiti futili, avrebbe completamente sradicato e devastato l’impianto elettrico. L’azione avrebbe causato ingenti danni strutturali, compromettendo l’illuminazione e la funzionalità della sezione e mettendo seriamente a rischio la sicurezza dell’istituto. Un gesto che avrebbe richiesto un intervento immediato del personale per evitare blackout prolungati e possibili ulteriori disordini.

bistecche

Nel corso delle medesime ore, durante un’attività di controllo nella dodicesima sezione del Padiglione C, gli agenti avrebbero rinvenuto e sequestrato un coltello e un punteruolo di fabbricazione artigianale. Oggetti rudimentali ma potenzialmente letali, che testimonierebbero – secondo il sindacato – la difficoltà nel contenere la circolazione di strumenti pericolosi all’interno delle celle. Il ritrovamento avrebbe acceso ulteriormente l’allarme sulla sicurezza interna e sulla tenuta complessiva della struttura.

La notte non avrebbe portato tregua. Nella quinta sezione del Padiglione A, durante un ordinario giro di ispezione, il personale avrebbe sorpreso un detenuto italiano mentre effettuava una telefonata alla propria fidanzata utilizzando un telefono cellulare non autorizzato. Il dispositivo sarebbe stato immediatamente sequestrato. L’uomo avrebbe manifestato disappunto per l’interruzione della conversazione, ma l’episodio riporta al centro un fenomeno che negli ultimi anni si è più volte ripresentato negli istituti penitenziari italiani: l’ingresso e l’utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno delle strutture detentive.

A tracciare un quadro complessivo è il Segretario Generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, che parla apertamente di una situazione esplosiva.

“Il carcere di Torino sarebbe diventato una vera e propria polveriera. Una realtà fuori controllo, dove non si comprenderebbe più quale sia la linea gestionale adottata. In particolare il Padiglione B verserebbe in condizioni di caos e confusione permanenti, situazione che – a nostro avviso – risulterebbe ulteriormente aggravata anche dal diniego nella concessione di diritti soggettivi del personale, quali ferie e riposi festivi e settimanali regolarmente richiesti, con inevitabili ripercussioni sul benessere del personale e sull’organizzazione del servizio. Tutto ciò avverrebbe nel silenzio dei vertici locali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria.”

Secondo il sindacato, la criticità non riguarderebbe solo i singoli episodi, ma un clima generale che interesserebbe in particolare i Padiglioni A e B, dove – sempre stando a quanto riferito all’OSAPP – i detenuti continuerebbero a muoversi liberamente nelle sezioni, imponendo condotte di prepotenza e arroganza e determinando un clima di tensione costante.

L’organizzazione sindacale ribadisce la gravità della situazione e chiede interventi immediati e concreti. In primo piano l’urgenza di un rafforzamento degli organici, ritenuti insufficienti rispetto al numero dei detenuti e alla complessità gestionale dell’istituto. Accanto a questo, il sindacato sollecita misure strutturali adeguate e una chiara assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché si ponga fine a una deriva che – secondo l’OSAPP – rischia di compromettere ulteriormente la sicurezza del carcere e di chi vi opera quotidianamente.

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