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Cronaca
31 Gennaio 2026 - 18:05
Guerriglia urbana a Torino davanti alla sede di Askatasuna
Torino è ancora avvolta dal fumo e dalla tensione. Gli scontri sono in corso e la situazione resta estremamente fluida nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 31 gennaio, durante il corteo per Askatasuna, degenerato in più punti della città.
Una parte dei manifestanti ha deviato dal percorso autorizzato ed è entrata in corso Regina Margherita, all’altezza del civico 47, dove aveva sede il centro sociale sgomberato. Qui il corteo si è spezzato e il confronto con le forze dell’ordine è diventato diretto. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici continuano a essere lanciati contro la polizia, schierata in un cordone compatto per impedire l’avanzata. La risposta è affidata ai lacrimogeni, che stanno saturando l’aria: il corso è completamente coperto da una densa nube di fumo.


In strada operano gruppi di autonomi e anarchici, tutti a volto coperto, con casco, maschere antigas e protezioni improvvisate. Prima dell’escalation erano rimasti fermi a lungo, aspettando il calare del buio per ridurre il rischio di identificazione. Ora il confronto è aperto. La polizia sta avanzando anche con l’ausilio di un idrante, mentre i manifestanti rispondono rilanciando i lacrimogeni e sparando artifizi pirotecnici tramite tubi di metallo utilizzati come mortai artigianali. Alcuni utilizzano scudi per ripararsi dall’acqua e dai gas.
La guerriglia urbana non si limita a corso Regina. Un altro gruppo di antagonisti si è staccato dal corteo principale e ha raggiunto il Campus universitario Luigi Einaudi, lungo il fiume Dora. Anche qui sono in corso lanci di fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che stanno rispondendo con lacrimogeni per contenere l’azione e impedire ulteriori spostamenti verso altre aree sensibili.
Nel frattempo, in corso Regina Margherita, diversi cassonetti sono stati incendiati per creare barricate e tentare di guadagnare terreno verso l’ex sede del centro sociale. Dai dehors dei bar, chiusi per precauzione, sedie e tavoli vengono trascinati in strada e utilizzati come ostacoli o gettati contro le forze dell’ordine. In alcuni punti le fiamme hanno raggiunto un’altezza considerevole, anche se vengono via via spente. La polizia continua a operare con blindati, idranti e un fitto lancio di lacrimogeni.
Mentre la situazione degenera, la maggior parte delle migliaia di persone che avevano partecipato pacificamente al corteo per Askatasuna, seguendo il percorso prestabilito, si è già dispersa. Restano sul terreno poche centinaia di attivisti, organizzati, equipaggiati e divisi in due fronti: uno diretto verso il centro sociale, l’altro verso il campus universitario.
Nel quartiere Vanchiglia la città si è blindata. Le serrande dei negozi in corso San Maurizio sono abbassate e la zona è praticamente deserta. Sulle vetrate di una filiale bancaria sono comparse scritte spray come “Stop genocide Gaza” e “Usura!”, mentre in sottofondo continuano a sentirsi scoppi, sirene e il rumore degli idranti in azione.
Gli scontri proseguono e al momento non si intravede una rapida soluzione. Torino resta divisa in più punti, con la polizia impegnata a contenere i gruppi più violenti e a impedire nuovi spostamenti, mentre il fumo dei lacrimogeni continua a coprire corso Regina Margherita e le aree limitrofe. La serata si annuncia ancora lunga e ad alta tensione.
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