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Cronaca
28 Gennaio 2026 - 14:04
Settimo Torinese fuori controllo: auto rubate, smontate e abbandonate come rottami
Settimo Torinese continua a scivolare dentro una spirale che i residenti conoscono fin troppo bene. Furti d’auto, tentativi di scasso, veicoli razziati e poi fatti sparire: non è più un’eccezione, ma una dinamica che si ripete con inquietante regolarità, quartiere dopo quartiere.
L’ultimo episodio, raccontato direttamente sui social, parla chiaro. Un’auto rubata nella notte, in una zona residenziale, portata via in pochi minuti. Non un’auto qualunque, ma il frutto dei sacrifici di un giovane, come sottolinea chi lancia l’appello. Un appello accorato, arrabbiato, che chiede attenzione, condivisione, collaborazione. Perché chi subisce un furto non perde solo un mezzo di trasporto, ma sicurezza, serenità, fiducia.
E come spesso accade, sotto quel post si apre un fiume di commenti che raccontano una realtà ben più ampia. C’è chi ricorda furti avvenuti mesi fa, chi segnala auto sparite da una via all’altra, chi racconta di serrature forzate, nottolini rotti, tentativi falliti solo per caso. Un coro di voci che descrive una città dove lasciare l’auto parcheggiata è diventato un rischio calcolato.
Ma c’è un dettaglio che emerge sempre più spesso e che inquieta ancora di più: molte di queste auto non vengono rubate per essere “usate”, ma smontate. Un vero e proprio mercato dei pezzi di ricambio, alimentato da furti mirati. Le auto vengono portate via, cannibalizzate, private di cerchi, centraline, fari, interni, e poi abbandonate come carcasse nei cigli delle strade, nelle zone periferiche o lungo le campagne. Relitti di metallo che raccontano una filiera criminale organizzata, tutt’altro che improvvisata.
Un fenomeno noto, raccontato da chi si è imbattuto in veicoli ritrovati giorni dopo, svuotati di tutto ciò che aveva valore. Auto trasformate in rottami, lasciate lì come se nulla fosse, mentre il danno per il proprietario è totale e spesso definitivo. Un doppio colpo: prima il furto, poi la beffa di un mezzo inutilizzabile.
Nel frattempo, i cittadini si arrangiano come possono: gruppi social, segnalazioni incrociate, passaparola digitale. C’è chi consiglia di pubblicare appelli nei gruppi dedicati alle auto rubate, chi si scontra persino con problemi tecnici nel condividere i post, come se anche la solidarietà dovesse fare i conti con ostacoli continui. E intanto cresce la rassegnazione di chi dice: “a me è già successo”, oppure “per ora si sono fermati al nottolino”.
Il quadro che emerge è quello di una città sempre più vulnerabile, dove il confine tra centro e periferia non esiste più, e dove il fenomeno non può essere liquidato come una somma di episodi isolati. Qui c’è un problema strutturale, percepito e vissuto quotidianamente da chi abita Settimo Torinese.
Insomma, mentre le auto spariscono, vengono smontate e abbandonate come ferrivecchi lungo le strade, la sensazione è che l’allarme dei cittadini corra molto più veloce delle risposte. E finché la questione resterà confinata ai post sui social, a pagare saranno sempre gli stessi: chi lavora, chi risparmia, chi parcheggia sotto casa sperando che, al mattino, l’auto sia ancora lì.
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