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Cronaca
17 Gennaio 2026 - 17:47
Capotreno massacrato a Bra, Salvini posta il video: la sicurezza sui treni è solo uno slogan
Un controllo di routine, poi la violenza. Un capotreno è stato aggredito mentre stava facendo semplicemente il proprio lavoro ed è finito al Pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni. È accaduto a Bra, in Piemonte, lungo la linea ferroviaria SFM4 Torino–Alba, nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio, quando il convoglio è transitato in stazione alle 16.31.
Secondo le informazioni disponibili, l’episodio si sarebbe verificato durante un normale controllo dei titoli di viaggio. Il capotreno ha chiesto a un giovane passeggero, privo di biglietto, di rispettare le regole e regolarizzare la propria posizione. A quel punto la situazione è degenerata: dalle parole si è passati ai fatti e il ferroviere è stato aggredito. Dopo l’intervento, il capotreno è stato accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale per le cure necessarie.
La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione nazionale dopo che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha rilanciato sui social il video dell’aggressione. Nel messaggio che ha accompagnato le immagini, il ministro ha definito l’episodio inaccettabile, ha espresso solidarietà al capotreno ferito e ha auspicato che l’aggressore venga identificato e punito senza sconti, ribadendo l’impegno per più controlli, più personale in divisa e maggiore sicurezza nelle stazioni e sui treni.
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Al momento, però, diversi aspetti della vicenda sono rimasti senza risposta. Non sono stati diffusi dettagli sull’identità dell’aggressore né è stata chiarita in modo puntuale la dinamica dell’aggressione. Non risultano comunicazioni ufficiali su eventuali provvedimenti presi o sull’avanzamento delle indagini. Anche le condizioni cliniche del capotreno, oltre alla prognosi indicata e al ricorso alle cure ospedaliere, non sono state ulteriormente specificate.
Quanto accaduto a Bra si è inserito in una lunga serie di episodi che hanno messo in evidenza le criticità legate alla sicurezza a bordo dei treni. Il personale ferroviario continua a trovarsi in prima linea nell’applicazione delle regole, spesso senza adeguati strumenti di tutela, esposto a tensioni che in più occasioni sono sfociate in violenze fisiche.
L’aggressione sul treno SFM4, avvenuta in pieno pomeriggio, con un capotreno ferito e un video diventato virale dopo il rilancio, ha riportato al centro una questione irrisolta: garantire sicurezza reale a chi lavora e viaggia sui mezzi pubblici. Insomma, ancora una volta, il rispetto delle regole si scontra con la violenza, e il conto lo ha pagato chi quelle regole ha provato semplicemente a farle rispettare.
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