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Cronaca
14 Gennaio 2026 - 19:52
Entra in casa per rubare, rapinatore ucciso dal proprietario (foto di repertorio)
Pensavano di trovare la casa vuota, con tutti al lavoro. Invece dentro quella villa di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, c’era il proprietario. Ed è lì che un furto pianificato si è trasformato in una tragedia. Un uomo è morto, un altro è ferito, e ora la magistratura dovrà stabilire se quanto accaduto rientri nei confini della legittima difesa.
Tutto è avvenuto in tarda mattinata. Due uomini hanno suonato più volte al citofono, per accertarsi che non ci fosse nessuno in casa. Poi hanno forzato la porta d’ingresso e sono entrati nella villa. Ma all’interno c’era Jonathan Rivolta, 33 anni, che stava riposando dopo un turno di notte. Quando si è alzato, in cucina si è trovato davanti i due intrusi, che non hanno esitato ad aggredirlo, colpendolo con calci e pugni fino a farlo sbattere violentemente con la fronte contro lo stipite di una porta.
A quel punto Rivolta ha reagito. Ha afferrato una lama, pare il pugnale di un kit di sopravvivenza da trekking, e ha colpito uno dei due aggressori al fianco. L’uomo ferito è Adamo Massa, 37 anni, pregiudicato. I rapinatori sono fuggiti, lasciando dietro di sé una scia di sangue che dalla casa arrivava fino al cancello.
Quando sul posto sono arrivati i soccorsi e i Carabinieri, il padrone di casa era seduto su una sedia, visibilmente scosso e preoccupato che i rapinatori potessero tornare e fare del male ai suoi genitori, che in quel momento erano fuori. Rivolta presentava il labbro tumefatto, segni evidenti di pugni al volto e un profondo taglio alla fronte. È stato trasportato all’ospedale di Gallarate per le cure.
Nel frattempo i rapinatori, insieme a un complice che li attendeva in auto, si sono diretti verso l’ospedale di Magenta. Qui hanno abbandonato il ferito all’esterno del Pronto soccorso. Adamo Massa era ormai agonizzante e i medici non hanno avuto nemmeno il tempo di tentare un intervento chirurgico: l’uomo è morto poco dopo.
La vittima era un nomade, italiano, residente in un campo nel Torinese. Secondo gli investigatori, anche i complici proverrebbero dallo stesso contesto e sono ora ricercati dai Carabinieri di Varese, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia nei pressi dell’abitazione teatro dei fatti sia lungo il tragitto percorso dall’auto fino all’ospedale.
L’inchiesta è affidata al pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, che ha già disposto l’autopsia sul corpo di Massa e ha sentito Rivolta per ricostruire nel dettaglio la dinamica. Al momento è stato aperto un solo fascicolo per tentata rapina, dal momento che il racconto del proprietario di casa viene ritenuto coerente con un’ipotesi di legittima difesa.
La morte del 37enne ha però innescato un secondo fronte di tensione. Quando la notizia è arrivata a parenti e conoscenti di Massa, circa un centinaio di persone si sono presentate all’ospedale di Magenta. La situazione è rapidamente degenerata: il gruppo ha divelto la porta dell’ingresso pedonale del Pronto soccorso nel tentativo di raggiungere il luogo in cui si trovava il cadavere. Medici e infermieri hanno lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Magenta e Abbiategrasso, arrivati con almeno otto pattuglie. Solo dopo il loro intervento la calma è stata ripristinata, il gruppo si è disperso nei dintorni e il Pronto soccorso è tornato agibile.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che ha ribadito la sua posizione sul tema della difesa in casa: «Solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso». Una dichiarazione che riaccende il dibattito politico e giudiziario su sicurezza e reazioni agli assalti domestici, mentre gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire ogni dettaglio di una mattinata finita nel sangue.
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