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Cronaca

Una casa trasformata in una trappola mortale, il monossido uccide padre e figlio a Guarene

La comunità di Alba sconvolta dalla morte di Paolo Foglino e del giovane Francesco

La notte che non lascia scampo, padre e figlio stroncati dal monossido nella loro casa

La notte che non lascia scampo, padre e figlio stroncati dal monossido nella loro casa (foto di repertorio)

Sono morti insieme, nel sonno, Paolo Foglino e il figlio Francesco, vittime di un’intossicazione da monossido di carbonio nella loro abitazione di Guarene, nel Cuneese. Una tragedia improvvisa che ha sconvolto la comunità locale e quella di Alba, dove il 57enne era molto conosciuto come ristoratore. La causa più probabile del decesso sarebbe un malfunzionamento di una caldaia a metano, ma saranno gli accertamenti dei vigili del fuoco e dei carabinieri a chiarire con precisione cosa sia accaduto.

L’allarme è scattato nella mattinata, quando una parente, zia e sorella delle vittime, non riuscendo a mettersi in contatto con loro, ha chiesto aiuto. All’arrivo dei soccorritori, però, per padre e figlio non c’era ormai più nulla da fare. I due vivevano nella frazione di Castelrotto, a pochi chilometri da Alba, territorio dove Paolo Foglino era un volto noto e stimato.

Insieme a due soci gestiva l’Osteria dei Sognatori di piazza Pertinace, uno dei locali più apprezzati nella capitale delle Langhe, punto di riferimento per appassionati di cucina e convivialità. Ma Foglino non era solo un imprenditore: era anche profondamente impegnato nel volontariato, come ha ricordato il sindaco di Alba, Alberto Gatto. «Spesso lo si vedeva per le vie del centro accompagnare ragazzi in difficoltà. Paolo Foglino e la sua famiglia sono sempre stati un valore aggiunto per la nostra comunità, persone attive in città, conosciute e disponibili», ha dichiarato il primo cittadino.

Una famiglia già segnata dal dolore. Il padre di Paolo, Franco Foglino, ex dirigente Ferrero, in passato vicesindaco e assessore ad Alba, e la madre Annamaria Cane, avevano già affrontato nel 2022 la tragica perdita di un altro figlio, Francesco, omonimo del ragazzo morto oggi. Viveva da vent’anni in Bolivia, dove lavorava come educatore sportivo e aveva fondato la onlus Apea. Proprio ieri ad Alba si era svolta la seconda edizione del torneo benefico di pallavolo organizzato in sua memoria.

Anche il giovane Francesco Foglino, 17 anni, era fortemente legato allo sport. Faceva parte della sezione arbitri dell’Aia di Alba-Bra e frequentava il quarto anno del liceo scientifico “Cocito” di Alba. La notizia della sua morte ha colpito duramente la scuola. La dirigente scolastica Anna Viarengo lo ha ricordato con parole cariche di emozione: «Ha lasciato un segno indelebile in molti di noi, iniziando dai compagni della 4D scienze applicate per passare agli amici delle altre classi, ai docenti, alla sottoscritta e al personale tutto».

La preside ha aggiunto: «Qui al liceo ha confermato e approfondito la sua passione per la fisica, strada che voleva intraprendere nel futuro, portando avanti nel contempo un costante impegno dentro e fuori la scuola, a dimostrazione di un senso civico serio e di una passione reale per le cose del mondo, desideroso di costruire una società più equa».

Al momento non è stata ancora fissata la data dei funerali. L’abitazione di Guarene è stata posta sotto sequestro per consentire il completamento degli accertamenti tecnici. Intanto, tra Alba e il Cuneese, resta il peso di una tragedia che ha tolto due vite legate da un rapporto profondo, spezzato nel silenzio di una notte.

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