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Cronaca

Due addii nello stesso giorno. Ivrea in lutto per Alberto Ferraro e Luigi Benedino

Nel giro di poche ore Ivrea perde Luigi Benedino, 89 anni, e Alberto Ferraro, 69 anni. Due storie diverse, un legame profondo e un dolore che attraversa generazioni

Due addii nello stesso giorno. Ivrea in lutto per Alberto Ferraro e Luigi Benedino

Due lutti, a distanza di poche ore, che colpiscono la stessa famiglia e attraversano Ivrea con un senso di silenziosa incredulità. Sabato 3 gennaio se ne sono andati Luigi Benedino e Alberto Ferraro, uniti non solo da un legame familiare, ma anche da un destino che li ha portati via nello stesso giorno, in due ospedali diversi, lasciando dietro di sé storie, relazioni, memorie che la città conosce bene.

Luigi Benedino, 89 anni, fratello di Aldo Benedino, zio dell'ex consigliere comunale Andrea Benedino, è morto all’ospedale di Cuorgnè, dove era ricoverato. Una vita lunga, segnata dal lavoro e dalla famiglia. Ex impresario fino a una ventina d’anni fa, è stato un uomo abituato a costruire, a tenere insieme le cose.

Lascia due figli: Daniela Benedino, avvocata, sposata con Paolo Campanale, e Luca Benedino, impiegato in Banca Sella, sposato con Giorgia, infermiera. Quattro i nipoti: Michele, Teresa, Matteo e Francesco.

Una famiglia solida, conosciuta, che oggi si stringe attorno a un’assenza che pesa.

Nello stesso giorno, all’ospedale di Ivrea, si è spento Alberto Ferraro, 69 anni, cognato di Aldo, fratello di Paola, sua moglie. Da tempo Alberto viveva una condizione di quasi immobilità, seguito con dedizione continua da un badante. Il corpo fragile, ma la mente no: era lucido, presente, capace di pensare, di osservare, di dialogare, come chi lo conosce bene racconta senza esitazioni. Il crollo è arrivato all’improvviso, in seguito a un’infezione diagnosticata dal pronto soccorso. Un peggioramento rapido, inatteso.

Alberto Ferraro

Alberto Ferraro. Sotto con la nonna Molly

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Alberto Ferraro era una figura conosciutissima in città. Bibliotecario all’Istituto Cena, ha legato il suo nome a un impegno costante contro le barriere architettoniche, non come battaglia astratta, ma come pratica quotidiana di civiltà. Uomo di cultura, curioso, attento, ha scritto un libro di poesie e collaborato con artisti, cantanti e attori. Aveva amicizie profonde, tra cui quella con Laura Curino, e una rete di relazioni costruita nel tempo con discrezione e autenticità. Nonostante gli ultimi anni segnati dalla semimobilità, «con la testa c’era ancora assolutamente», ripetono in molti. Ed è forse questo che rende la sua scomparsa ancora più difficile da accettare.

In mezzo a questo doppio dolore resta Molly che ha 101 anni. Una donna che ha attraversato un secolo e che oggi è chiamata a reggere una prova durissima. La sua storia parla da sola. Negli anni Cinquanta fu premiata dalla Presidenza della Repubblica come “mamma dell’anno” per essersi battuta con tenacia perché il figlio potesse avere un posto nella società, un lavoro, un’istruzione. Allora non era affatto scontato, e lei non si è mai arresa. Oggi, a più di cent’anni, affronta il dolore con lo stesso coraggio silenzioso che ha segnato tutta la sua vita.

Due morti in meno di ventiquattr’ore. Nessun clamore, nessuna enfasi. Solo il peso reale delle persone che se ne vanno e di quelle che restano. Ivrea saluta Luigi Benedino e Alberto Ferraro con rispetto e con memoria, perché certe vite non chiedono celebrazioni, ma di non essere dimenticate.

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