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Cronaca

Arrestata al rientro a casa: fine della fuga in Piemonte di una 49enne ricercata

Provvedimento della Procura di Cassino eseguito dai Carabinieri di Pontecorvo

Arrestata al rientro a casa: fine della fuga in Piemonte di una 49enne ricercata

Arrestata al rientro a casa: fine della fuga in Piemonte di una 49enne ricercata

I Carabinieri della stazione di Pontecorvo, in provincia di Frosinone, hanno messo fine a una lunga partita investigativa rintracciando e arrestando una 49enne già nota alle Forze dell’ordine, destinataria di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Cassino. La donna era riuscita a spostarsi fino in Piemonte, ma i suoi movimenti sono stati seguiti passo dopo passo: il fermo è scattato al rientro nel comune di residenza, nel momento ritenuto più sicuro e operativo.

L’operazione è il risultato di un monitoraggio discreto e prolungato, che ha attraversato territori diversi e richiesto coordinamento tra più livelli dell’Arma. Un lavoro paziente, costruito nel tempo, che ha permesso di eseguire un provvedimento definitivo senza margini di errore.

Sul piano giudiziario, il quadro è ampio e articolato. La donna deve scontare una pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa da 2.600 euro, per una serie di reati che vanno dal furto alla truffa, passando per appropriazione indebita, estorsione e minaccia. Condotte commesse nell’arco di oltre dieci anni, tra il 2013 e il 2024, e capaci di produrre un impatto diretto sulla sicurezza percepita dei cittadini.

Dopo le formalità di rito, l’arrestata è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Rebibbia, dove sconterà la pena stabilita dall’autorità giudiziaria. Un passaggio che chiude definitivamente il procedimento e restituisce concretezza al principio della certezza della pena.

Il caso racconta molto anche sul metodo. Il tracciamento interregionale, l’arresto pianificato e l’esecuzione puntuale del provvedimento mostrano un’azione investigativa che privilegia tempismo, sicurezza e controllo del territorio. Allo stesso tempo, riporta al centro un tema che resta aperto: la prevenzione dei reati predatori, quelli che colpiscono direttamente il tessuto sociale, le famiglie, gli anziani, le vittime più esposte. Una sfida che non si esaurisce con un arresto, ma richiede continuità, prossimità e memoria istituzionale.

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