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Cronaca

La truffa del maresciallo fallisce a Valprato Soana: fermati due uomini

Lo scambio organizzato dai truffatori si trasforma in un blitz

La truffa del maresciallo fallisce a Valprato Soana

La truffa del maresciallo fallisce a Valprato Soana: fermati due uomini (foto di repertorio)

La trappola era studiata con precisione, seguendo il solito copione rodato da anni, ma questa volta la truffa del finto maresciallo si è infranta contro il sangue freddo di un pensionato di Valprato Soana. Un caso che conferma quanto l’alto Canavese resti terreno di caccia per i truffatori specializzati nel colpire gli anziani, ma dimostra anche che la prontezza può ribaltare completamente la situazione.

La dinamica è quella ormai nota. Il telefono squilla e dall’altra parte una voce impostata, sicura, che si presenta come un maresciallo dei carabinieri. Il tono è urgente, la storia è costruita per disorientare. Viene evocata una divisa, vengono citati presunti rischi, si insiste sul bisogno di agire in fretta. Anche questa volta i truffatori hanno riproposto il rituale collaudato, chiedendo di raccogliere denaro e gioielli e consegnarli “ai militari” per evitare problemi. Una pressione psicologica che spesso funziona, ma non con questo pensionato.

L’uomo, invece di cadere nel panico, ha contattato subito i familiari. Nemmeno un minuto è andato sprecato: i parenti hanno immediatamente allertato la vera pattuglia di Ronco Canavese, permettendo ai militari di organizzare un intervento rapido e mirato. Da quel momento la vicenda ha cambiato completamente direzione.

Il ritiro della borsa, scelto dai malviventi come momento conclusivo del raggiro, è diventato la scena dell’arresto. Convinti di incontrare un anziano intimorito e pronto a consegnare tutto, i due uomini — entrambi residenti in Campania e arrivati apposta in valle — si sono avvicinati al punto concordato senza sospettare nulla. Ma ad attenderli non c’era una vittima vulnerabile: c’erano i carabinieri in uniforme. Il finto scambio è durato una manciata di secondi. Appena uno dei due ha allungato la mano per prendere la borsa, i militari sono intervenuti bloccandoli sul posto, senza che potessero tentare la fuga o reagire.

Arrestati e trasferiti in carcere, saranno oggi davanti al giudice del Tribunale di Ivrea per la convalida. Gli investigatori stanno ora verificando se possano essere collegati ad altri episodi analoghi registrati negli ultimi mesi in zona, tutti caratterizzati dallo stesso modus operandi e dalla scelta di bersagliare persone fragili. Elementi che fanno pensare a un gruppo ben organizzato, capace di muoversi tra regioni per colpire più comunità possibili.

Il caso di Valprato Soana, però, dimostra un punto chiave: la rapidità della segnalazione può distruggere il piano dei truffatori. Parlare con un familiare, non agire sotto pressione, chiamare il 112: passaggi semplici ma decisivi, che qui hanno trasformato un potenziale raggiro in un intervento risolutivo. Ora gli accertamenti proseguono, nella speranza di mettere fine a una catena di truffe che negli ultimi mesi ha colpito famiglie e paesi della valle.

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