AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
17 Ottobre 2025 - 16:01
In foto l'ex Lancia di Chivasso e l'avvocato Marco Stabile
Si chiude con una stretta di mano, e un risarcimento simbolico, il procedimento penale a carico dei quattro giovani residenti a Ciriè, Leini e San Benigno Canavese, finiti davanti al giudice per una notte brava nei capannoni dell’ex stabilimento Lancia di Chivasso, dove ha sede l’azienda di trasporti Eurotir. L’udienza, celebrata davanti alla giudice Marianna Tiseo, ha sancito la fine del processo con una sentenza di assoluzione per estinzione del reato, dopo la conciliazione raggiunta tra imputati e parte offesa.
L’avvocato Marco Stabile, legale di fiducia dei quattro imputati, spiega: «La vicenda rimane incerta. Dall'azienda non è stato portato via nulla. Le parti hanno deciso, con l’impegno di imputati e avvocati, di conciliare risarcendo la persona offesa, che ha ritirato la querela». Parole che fotografano la chiusura di un caso rimasto ai margini della cronaca ma significativo per la piega assunta in aula: nessuna condanna, ma una riconciliazione civile dopo settimane di preoccupazione.
I quattro ragazzi, tre poco più che ventenni e un trentenne, tutti lavoratori, erano finiti nei guai una sera di alcune settimane fa, quando — dopo una cena al McDonald’s dell’area commerciale del Bennet — si erano spinti, per gioco o incoscienza, nei locali di una delle aziende della zona industriale del Pi.Chi, l’area nata sulle ceneri dell’ex polo Lancia. L’episodio, accaduto di notte, si era concluso in pochi minuti con l’arrivo dei carabinieri, allertati dal sistema antifurto.
Nessun bottino, nessuna fuga rocambolesca: soltanto la follia di una notte che li aveva portati a essere arrestati per tentato furto. Tre di loro erano incensurati, il quarto con qualche precedente minore. Dopo l’arresto erano stati posti ai domiciliari, poi rimessi in libertà in attesa del giudizio.
Nel tempo, il procedimento si è progressivamente sgonfiato. Le indagini avevano confermato l’assenza di effettivi danni o sottrazioni, e la stessa titolare della Eurotir aveva scelto la via della mediazione, aprendo al dialogo con i legali dei giovani. Un percorso che, alla fine, ha portato alla conciliazione formale.

Il tribunale di Ivrea
In aula, l’avvocato Stabile ha ricordato che i quattro imputati hanno sempre mostrato collaborazione e volontà di rimediare: «Non c’è mai stata ostilità tra le parti, ma solo la consapevolezza di un gesto sbagliato. I miei assistiti hanno voluto chiudere questa vicenda nel modo più rispettoso possibile, offrendo un risarcimento simbolico e delle scuse sincere».
La giudice Marianna Tiseo, preso atto dell’accordo, ha dichiarato estinto il reato e pronunciato sentenza di assoluzione, sancendo la chiusura definitiva del fascicolo. Una conclusione che segna il ritorno alla normalità per i quattro imputati, i cui nomi resteranno lontani dai registri penali e per i quali il procedimento si chiude senza macchia.
Una notte di gioventù imprudente, dunque, che poteva avere esiti ben più pesanti. Una bravata costata ansie, spese legali e mesi di incertezza, ma che si è trasformata in una lezione di responsabilità. La giustizia, in questo caso, ha scelto la via della riconciliazione anziché della punizione.
La vicenda, che inizialmente aveva attirato l’attenzione per l’arresto in flagranza dei quattro, si chiude così nel segno del buon senso.
Dopo la sentenza della giudice Tiseo, il fascicolo è chiuso. E il messaggio che resta, più delle carte processuali, è quello di una giustizia che sa distinguere la malizia dal rimorso, la criminalità dalla leggerezza.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.