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Cronaca

Accoltellata per un amore non corrisposto: prima della mattanza venne stuprata più volte

Il nigeriano Kelvin Obayuwana, in carcere ad Ivrea per tentato omicidio, è ora accusato di violenza sessuale sempre nei confronti della sua connazionale Blessing Samson

Blessing, prima di essere aggredita, subì svariate violenze sessuali dall'uomo che poi cercò di ammazzarla

Blessing, prima di essere aggredita, subì svariate violenze sessuali dall'uomo che poi cercò di ammazzarla

Prima delle coltellate, dei morsi e di quella notte di sangue che la lasciò in fin di vita Blessing Samson nel suo appartamento di Caluso, c’erano state le violenze sessuali. Mesi di rapporti imposti con la forza, di schiaffi e pugni, di un corpo usato contro la sua volontà. È questo il nuovo capitolo che si apre nella tormentata vicenda di Blessing Samson e Kelvin Obayuwana, già condannato a dieci anni di carcere per il tentato omicidio della giovane nigeriana nel settembre del 2021 a Caluso.

Oggi la Procura di Ivrea, con la pm Elena Parato, contesta al ragazzo detenuto a Ivrea e difeso dall'avvocato Carlo Alberto La Neve, anche il reato di violenza sessuale aggravata e continuata, facendo emergere come l’aggressione del settembre 2021 fosse solo l’epilogo di un incubo iniziato mesi prima. Il provvedimento di chiusura delle indagini è stato depositato nei giorni scorsi e presto potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio.

Le accuse si inseriscono in un quadro già drammatico e che rende ancora più inquietante la vicenda che da quasi quattro anni ruota intorno ai due giovani nigeriani, approdati in Italia dopo un lungo viaggio della speranza, in cerca di una nuova vita e finiti al centro di una cronaca nera senza fine.

Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, prima dell’aggressione armata che quasi costò la vita a Blessing, il ragazzo l’avrebbe sottoposta a ripetute violenze sessuali, risalenti all’estate del 2021. Le accuse parlano di rapporti imposti con la forza, accompagnati da schiaffi al volto, pugni e calci in diverse parti del corpo. La ragazza, allora ventunenne, avrebbe più volte cercato di opporsi, senza successo. La paura le impediva di chiedere aiuto, di raccontare la sua storia. Solo dopo essersi salvata dalle coltellate, sentendosi finalmente al sicuro, in un ambiente protetto, lontano da quell'uomo violento, decise di raccontare i retroscena di quella notte all'inferno.

Il 24 settembre 2021, era un venerdì, nell’alloggio di via Martiri d’Italia 3 a Caluso, Obayuwana esplose la sua furia armato di un coltello da cucina con lama seghettata di 15 centimetri. Blessing fu colpita con oltre trenta coltellate, subì morsi e percosse talmente violente da riportare lesioni devastanti, tra cui lo strappo di un capezzolo. L’uomo tentò poi di togliersi la vita ingerendo candeggina e topicida, venendo salvato dai soccorsi. Blessing sopravvisse grazie al tempestivo intervento dei carabinieri di Chivasso e al ricovero d’urgenza presso l’ospedale di Chivasso, dove rimase a lungo in prognosi riservata.

In quell’appartamento, come aveva descritto in aula la pm Valentina Bossi durante il processo di primo grado, «ci fu una vera e propria mattanza: sangue ovunque, cocci di vetro a terra, macchie lungo le scale del condominio».

L'avvocato Carlo Alberto La Neve, difensore di Kelvin Obayuwana

Nell’aprile 2022, il Tribunale di Ivrea in composizione collegiale, presieduto da Stefania Cugge, condannò Obayuwana a dieci anni di reclusione e al pagamento di 30 mila euro di provvisionale in favore della giovane vittima, costituitasi parte civile con l’avvocata Nicoletta Masuelli. La pubblica accusa aveva chiesto nove anni, ma il collegio giudicante optò per una pena più severa, rigettando la richiesta della difesa, che aveva tentato di derubricare il fatto in lesioni personali.

Blessing, che nel frattempo aveva lasciato il Piemonte per trasferirsi in un’altra regione, riuscì a sopravvivere a quella notte, ma le ferite fisiche e psicologiche restano profonde.

Obayuwana, durante il processo, raccontò in aula di aver conosciuto Blessing a Benin City, in Nigeria, nel 2016. I due avevano intrapreso percorsi separati di migrazione: lei approdò in Italia nel 2017, lui mesi dopo. Per anni si persero di vista, fino a ritrovarsi nel 2021. Ma, di fronte alla scoperta che la ragazza aveva intrapreso una relazione con un altro giovane, il ragazzo esplose in una spirale di gelosia e violenza.

Ora la nuova indagine riapre i riflettori sulla loro tormentata relazione. La Procura di Ivrea ritiene di avere raccolto elementi sufficienti per sostenere che già nei mesi precedenti al tentato omicidio Blessing fosse stata vittima di stupri ripetuti da parte del suo connazionale. Una vicenda che non solo aggrava la posizione giudiziaria dell’imputato, ma che getta una luce ulteriore sul calvario vissuto dalla giovane donna.

Difeso dall’avvocato Carlo Alberto La Neve, Obayuwana dovrà ora confrontarsi con un nuovo procedimento, che potrebbe portare a una seconda condanna, parallela a quella già in corso di esecuzione.

Dalla Nigeria al Canavese, un intreccio di destini

Il legame tra i due ragazzi aveva avuto origine in Africa, per poi spezzarsi e ricomporsi a distanza di anni. Blessing, giunta in Italia da minorenne, era stata accolta in un centro per minori stranieri a Settimo Torinese, poi inserita in un progetto Sai a Chivasso grazie alla cooperativa Mary Poppins di Ivrea. Aveva imparato l’italiano, frequentato corsi e tirocini, fino a ottenere lo status di asilo politico e a costruirsi una vita autonoma, lavorando come rappresentante di prodotti di bellezza.

L’incontro con Kelvin, arrivato dal centro di accoglienza di Barcellona Pozzo di Gotto, sembrava inizialmente un legame di amicizia e di sostegno. Ma, come testimoniato da biglietti lasciati dal ragazzo («Trova un posto nel tuo cuore per il perdono»), dietro covavano ossessioni e fragilità. Una gelosia incontrollata che lo spinse a quell’epilogo drammatico del 2021.

Il provvedimento di chiusura delle indagini depositato nei giorni scorsi dalla Pm Parato, potrebbe essere solo il preludio di un rinvio a giudizio e di un nuovo processo volto a far luce sul rapporto malato e violento tra Blessing Samson e Kelvin Obayuwana, e che porterà in aula fatti risalenti a pochi mesi prima del tentato omicidio.

Quella che doveva essere una storia di ricongiungimento e di speranza tra due giovani migranti si è trasformata in un dramma giudiziario che oggi, con la nuova accusa di violenza sessuale, apre un ulteriore capitolo di dolore e di verità da accertare.

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