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Cronaca
05 Gennaio 2024 - 23:13
Marilù insieme a sua figlia Julianny Muniz.
Sono in molti a chiedere di lei in questi giorni: “Ma quando torna Marilù?”
Julianny Muniz, la figlia di Marilù, non sa cosa rispondere, come spiegare, incredula e allibita, ma anche molto spaventata. Un evento sconvolgente ha scosso la loro famiglia, che da sempre si è distinta per generosità e ospitalità. La protagonista dell’infausta vicenda è la 77enne Maria Do Soccorro Ferreira, meglio nota come 'Marilù' nella verdeggiante Rivodora a San Mauro Torinese, dove da alcuni anni risiede. Secondo le recenti dichiarazioni della figlia, Marilù sarebbe stata vittima di una grave truffa orchestrata dalla nipote Eduarda.

Maria Do Soccorro Ferreira, chiamata affettuosamente Marilù, è vittima di una grave truffa orchestrata dalla nipote Eduarda.
Marilù e Julianny sono bloccate da oltre un mese in Brasile, nel quartiere storico di Ouro Preto, nella loro città natale di Olinda, a Pernambuco.
Nel tessuto intimo della nostra società, là dove i vincoli familiari sono idealmente custodi di fiducia e protezione, si celano talvolta scenari strazianti. Un dramma, come quello che stiamo per esplorare, ci rivela la complessità e i retroscena che a volte si nascondono all'interno delle mura domestiche. La vicenda, che sembra tratta da un romanzo giallo, ha avuto inizio il 3 dicembre quando la nipote di Marilù, Eduarda Ferreira Ramos De Souza (che di secondo nome fa Julianny, come la zia), classe 1998, residente in Brasile, sfruttando l'affetto della nonna paterna, parrebbe aver “abusato della sua fiducia”, come riporta la denuncia sporta il 14 dicembre scorso per “Appropriazione (intenzionale) di beni a danno di una persona anziana” derubandola, in pratica, di ogni cosa, anche della casa.


Copia della dichiarazione rilasciata il 14 dicembre scorso da Marilù e Julianny Muniz alla sezione "Delegacia de polìcia do idolo" della della 'Policia Civil', che si occupa dei casi inerenti gli anziani, la parte della popolazione maggiormente soggetta alle truffe.
Mercoledì 3 gennaio 2024, abbiamo raggiunto telefonicamente Julianny Muniz, la figlia della signora Marilù, per farci raccontare l’accaduto.

Julianny Muniz, la figlia della signora Marilù, intervistata telefonicamente il 3 gennaio scorso.
"Il 10 dicembre scorso ho lasciato tutto e sono volata in Brasile per soccorrere mia mamma”, ha iniziato a spiegare Julianny. “In pratica, mia nipote Eduarda ha approfittato della procura che dal primo settembre 2022 mia madre le aveva affidato per gestire le spese della casa… e le ha rubato tutto, ma proprio tutto. Ma non si è limitata a questo. Julianny ha poi continuato: “Marilù, da nonna premurosa, aveva acconsentito a mia nipote di vivere in casa sua, per sgravarla così di eventuali spese di locazione. E lei cosa ha fatto? Non solo l’ha derubata ma l’ha lasciata sola e moribonda. Mia madre è cardiopatica e diabetica ed è rimasta isolata in casa senza cibo, senza farmaci e senza telefono con cui chiedere aiuto!”.
“Non ho parole per descrivere il momento in cui, il 10 dicembre, sono arrivata in Brasile e ho messo piede in casa. Mia madre versava in condizioni a dir poco disperate. Se avessi tardato un giorno sarebbe morta…”, ha poi riferito la figlia di Marilù con la voce interrotta di tanto in tanto dal pianto. “È stato un vero e proprio shock”, ha confessato. “Quando l’ho vista lì, distesa sul pavimento, denutrita, disidratata e quasi priva di sensi, accanto a pozze di vomito e feci, il mio cuore si è spezzato. L’ho portata subito in pronto soccorso dove le hanno somministrato la cura per unagrave forma di gastroenterite batterica e rifornita dei suoi farmaci salvavita”.
“Mi sento sopraffatta dalla tristezza. Per giorni non ho dormito, tantomeno mangiato, avevo lo stomaco chiuso – ha confessato Julianny in uno sfogo di dolore – Ho vegliato su mia madre ogni istante, anche di notte, controllavo che respirasse. Riguardo alla nipote Eduarda, Julianny ha dichiarato: “Le volevo bene, come a una figlia, per questo avevo acconsentito a farla vivere a casa nostra. Per un certo periodo, l’ho persino ospitata in Italia, a San Mauro. Ora, però, voglio cercare di pensarci il meno possibile. La mia priorità – ha fatto sapere la Muniz - è assicurarmi che mia madre riceva le cure necessarie e che non debba più soffrire in questo modo. Oltre ad essere deperita fisicamente, Marilù si sente tradita, ed è molto depressa. Nessuno dovrebbe ritrovarsi in una situazione del genere, specialmente in età avanzata”.



La casa in Brasile è spoglia di ogni cosa. "Eduarda si è portata via anche le prese".
“Qualche giorno dopo l’arrivo in Brasile - la Muniz ha spiegato che Marilù era andata lì per questioni burocratico-amministrative – mia nipote non si faceva trovare al telefono e così non riuscivo a comunicare con mia madre. Sono riuscita a chiamare un’amica, Juliana, mia vicina di casa in Brasile, che ha obbligato Eduarda ad aprirle con l’avvertimento che altrimenti avrebbe chiamato la polizia. Juliana mi ha poi passato la mamma. “Non mi sento sicura in casa, July, ho paura”, mi disse. Il 5 dicembre era andata in banca e aveva notato che sul conto corrente le mancavano ingenti somme di denaro e che la casa era piena di estranei... Le consigliai di non dire nulla, per evitare chissà quali ritorsioni da parte di mia nipote. Ho poi scoperto in seguito che Eduarda le aveva presentato dei documenti bancari cartacei falsificati. E non solo… L’ha derubata di tutto, mobili, elettrodomestici. Ha persino strappato via le prese dai muri e l’ha abbandonata lì, trattata peggio di un cane. Quel che è peggio è che si è anche intestata la casa… Ne sono venuta a conoscenza di recente, andando in prefettura, ma non dirò nulla a mia madre: non potrebbe reggere oltre. Mai ci saremmo aspettate una cosa del genere”.

Una delle 21 pagine dell'estratto conto contenente le ingenti somme di denaro che venivano trasferite di continuo dal conto di Marilù sul conto della nipote “Julianny Souza” (Eduarda), per mano di quest'ultima.

Cleyton José Souza Da Silva, l'avvocato penalista che in Brasile si sta occupando del caso per conto di Marilù.
Il 26 dicembre scorso, la polizia ha iniziato gli interrogatori. Julianny e Marilù sono state le prime ad essere interrogate. Subito dopo è stata sentita la testimone chiave, la vicina Juliana Costa, la quale ha dichiarato, come riporta il verbale, che Eduarda non voleva farla entrare in casa perché asseriva che la nonna stava male e si era recata in Brasile oramai in fin di vita, per morire.

Juliana Costa, testimone chiave della vicenda, vicina di casa della signora Marilù.


La dichiarazione di Juliana Costa, la testimone chiave del caso.
Esiste un altro punto oscuro della storia. La Muniz, nel raccontare, ha accennato alla presenza di un boccione: "Si tratta di un erogatore d'acqua - ha spiegato - che stanno analizzando e che si trovava in casa. All'interno vi era rimasta un po' d'acqua. Era maleodorante, me ne sono accorta subito, al primo sorso. Dopo che l'ho ingerita anch'io mi son sentita male... e io ne avevo bevuta appena un sorso, mentre mia madre molta di più... L’ho data ad un laboratorio per farla analizzare. Mia nipote Eduarda, peraltro, è laureata in Farmacia indirizzo manipolazione farmacologica. Non mi fido più... Inoltre - ha fatto sapere Julianny, ancora molto provata dalla vicenda - "a causa di tutte le minacce che abbiamo ricevuto da mia nipote, in Brasile sono stata costretta ad assumere una guardia del corpo professionista”.

NB. Le immagini presenti in questo articolo sono state fornite dall'intervistata, Julianny Muniz, la quale ha dato esplicito consenso alla loro pubblicazione.
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