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Cronaca
11 Giugno 2023 - 14:21
polizia
“Che cosa è successo alla stazione ferroviaria di Torrazza?”.
“Perché c'erano una trentina tra carabinieri e polizia, anche con giubbotto antiproiettile?”.
“Noi pendolari ci siamo spaventati…”.
Sono solo alcuni dei messaggi giunti in redazione nei giorni scorsi per chiedere perché, martedì 6 giugno, di primo mattino, c’erano camionette della polizia e auto dei carabinieri in stazione. Non una, ma tante. Con una trentina, almeno, di uomini in divisa.
Abbiamo chiesto informazioni e abbiamo scoperto che un simile dispiegamento di militari era dovuto a ragioni di sicurezza: si consegnavano, martedì scorso, infatti, formalmente gli atti di esproprio di una settantina di particelle catastali ad altrettanti torrazzesi per dar seguito al progetto di conferimento dello smarino della Valsusa nella grande cava di Torrazza.
A consegnare gli atti alcuni rappresentanti di TELT, la società che costruisce il Tav in Valsusa.
Il dispiegamento di forze, a quanto pare, era organizzato dalla Questura di Torino in via preventiva, per evitare incidenti e/o manifestazioni di protesta. Cosa che, non è avvenuta.
La stazione ferroviaria di Torrazza Piemonte
Dunque entra nel vivo il piano di conferimento dello starino della nuova linea ferroviaria Torino-Lione a Torrazza Piemonte, dove ci resterà per sempre, in maniera definitiva.
Le operazioni di conferimento si possono dividere in due parti: prima la costruzione delle opera necessarie al conferimento medesimo (la costruzione di un nuovo fascio di binari lungo la ferrovia esistente fra Torrazza e Borgoregio, e la realizzazione del nastro trasportatore dalla ferrovia alla cava), e poi gli anni durante i quali i treni carichi di smarino arriveranno in paese.
Quanto tempo ci vorrà per veder realizzato il progetto?
Non è mai stato facile trovare questi dati nel monumentale progetto del TAV approvato definitivamente dal CIPE nel 2015. In una conferenza stampa a Torrazza l’ingegner Maurizio Bufalini, amministratore delegato aggiunto della società TELT, parlò di alcuni anni, in ogni caso un numero ad una sola cifra.

La cava dove verrà depositato lo smarino della Tav
Ma su questa tempistica si era già abbattuto il parere della Corte dei Conti Europea.
La Corte ha esaminato otto progetti che fanno parte del TENT-T, il Network Trans-Europeo di Trasporto regolato dal protocollo del 2013. Tra questi anche la Torino – Lione. Ora, in quel 2013 era stato pianificato che queste otto opere sarebbero state realizzate entro il 2030. Ma la Corte dei Conti Europea non ci crede, e prevede che, se va bene, i lavori finiranno mediamente nel 2035, cinque anni dopo. Mediamente: ma siamo in Italia, dove le opere pubbliche sono cantieri eterni… In generale, la Corte osserva che gli otto megaprogetti hanno subito in media 11 anni di ritardi.
Il progetto approvato nel 2015 per Torrazza è stato radicalmente modificato, con una riduzione del 32% della superficie occupata (che diventa di 160.850 mq).
Nella nuova formulazione, elaborata per rispondere all’esigenza di mantenere la vocazione logistica dell’area, in prossimità della stazione ferroviaria saranno installati dei binari dove si attesteranno i treni in arrivo da Salbertrand.
Un sistema automatizzato trasferirà il materiale su un nastrotrasportatore per raggiungere il deposito.
Lo smarino portato a deposito sarà utilizzato per riempire parte della cava in località Cascina Goretto.
Al termine dei lavori i binari e il nastro trasportatore saranno rimossi.
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