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Castagneto Po

E’ morto Carlo Santamaria, un uomo che apprezzava l’alterità

“L’altruismo è morto”: una frase che non si limita al semplice eufemismo ma che riporta la crudele realtà…

Castagneto Po

Carlo Santamaria in Nepal, il suo amore per la montagna e l'ultimo viaggio. Sullo sfondo, il monte Dhaulagiri.

Carlo Santamaria si è spento prematuramente il 28 maggio scorso all’ospedale di Chivasso, un giorno prima del suo compleanno. Una malattia lo ha sottratto all’amore dei suoi cari e dei suoi amici. Classe 1955 avrebbe compiuto 68 anni ed era residente a Castagneto Po. Una greve perdita per i familiari e una doccia fredda per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.

Carlo era una persona completamente dedita all’alterità, un esempio di rettitudine, bontà e giovialità. Il suo modo gentile di porsi, la sua propensione ad aiutare le persone in difficoltà e la sua equità hanno lasciato senza ombra di dubbio un ricordo indelebile nei nostri cuori. Lo saluteremo domenica 4 giugno durante il rosario, alle ore 19 e gli diremo addio lunedì 5 giugno, alle ore 10 con il funerale. Entrambe le funzioni si terranno presso la Parrocchia San Pietro Apostolo di Castagneto Po
 
“Era una persona molto altruista - racconta la sorella Paola il suo altruismo era molto grande. L’impegno verso gli altri aveva qualcosa di meraviglioso – ha poi continuato - Conservo un bellissimo ricordo, un momento tutto nostro che risale al 2018: la vacanza passata insieme in Inghilterra per il matrimonio di mio figlio Davide, che era anche il suo figlioccio, e subito dopo in Portogallo, da mia nuora. Una stupenda vacanza da ‘adulti’.".

La scuola 'Sanga Sangai' in Nepal, sostenuta da Carlo con un gruppo di amici. 

Paola ricorda un tratto distintivo del fratello: la grande dedizione che aveva nei confronti degli “altri” perché l’alterità è una parola a cui non sempre viene dato un senso positivo in quanto spesso spaventa, soprattutto laddove l’identità individuale deve costantemente confrontarsi con l’alterità sociale, ma Carlo era superiore a tutto ciò ed aveva la capacità innata di guardare dentro alle persone per dare un senso positivo alla vita. “Da molti anni – racconta la sorella - era volontario della Croce Verde e con un gruppo di amici sostenevano una comunità di persone in Nepal, a Katmandu, dove è stata aperta la scuola 'Sanga Sangai'. Nel marzo del 2019, prima di andare in pensione il primo novembre dello stesso anno (Carlo lavorava a Torino come impiegato all’Iveco, ndr.) aveva inoltre intrapreso con grande entusiasmo un bellissimo viaggio in Nepal, per poter conoscere tutte quelle persone e di cui riceveva periodicamente aggiornamenti grazie al referente in loco, il maestro Rajesh”.

Carlo Santamaria al campo base di Annapurna, in Nepal, a quota 4130 metri. Lo vogliamo ricordare così: namasté! 

La sezione ANPI ‘Boris Bradac’ di Chivasso, in merito alla prematura scomparsa dell’amico, militante, convinto democratico e antifascista, attraverso il suo ex presidente Vinicio Milani ha commentato: “Carlo era un convinto democratico, un uomo altruista e profondamente legato ai valori dell’antifascismo. Se dovessi usare un aggettivo per sintetizzare il suo modo di essere userei senza pensarci un solo istante quello di “leale”. Da molti anni – racconta Milani – era iscritto all’Anpi e, fino al 2021, è stato anche un membro del direttivo della nostra Sezione. Molti di noi hanno avuto l’onore di conoscerlo e apprezzarlo per il suo temperamento gioviale, mite e rassicurante. In questi anni non ci ha fatto pesare i suoi malanni e ci rattrista profondamente che non abbia potuto godersi la pensione, tantomeno dedicarsi ai suoi viaggi ed alla sua amata montagna”.
 
 

Il saluto della sezione chivassese dell'ANPI a Carlo Santamaria
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