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Il caso

"Caso piscina": Sindaca e assessore rischiano il processo per falso ideologico?

Hanno fatto affermazioni non vere in Consiglio e qualcuno se ne sarebbe accorto...

"Caso piscina": Sindaca e assessore rischiano il processo per falso ideologico?

La piscina di Piazza Gramsci

Ormai è cosa nota, la voce gira e quindi noi la riportiamo (dopo averla verificata).
Dal Municipio di San Mauro starebbe per partire (o forse è già partito) un bel faldone in direzione Tirbunale di Ivrea, una segnalazione in Procura che riguarderebbe, in particolare, le dichiarazioni “false” fatte dalla Sindaca, Giulia Guazzora, e dall’assessore Daisy Miatton, durante il Consiglio Comunale del 26 ottobre. Il “caso piscina”, quindi, si arricchisce di un nuovo episodio che potrebbe essere piuttosto spiacevole per l’Amministrazione Comunale.

Ma c’è di più: la segnalazione non arriverebbe dai consiglieri di minoranza ma da dentro il Municipio, da uno degli uffici del Comune di San Mauro.

La Sindaca di San Mauro Giulia Guazzora


L’accusa, per Guazzora e Miatton, è di “falso ideologico” commesso da pubblico ufficiale (assessore e Sindaca lo sono). “Il pubblico ufficiale, - recita le legge - che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”.

L'assessore Daisy Miatton del Comune di San Mauro Torinese

Il riferimento è al Consiglio del 26 ottobre quando l’assessore e la Sindaca, di fronte alle insistenti domande della consigliera di minoranza, Paola Antonetto, in merito alla mancanza di documenti (necessari per l’apertura dell’impianto), risposero che “Se la piscina ha aperta è perché secondo gli uffici i parametri sono stati rispettati, non ci sono anomalie”. Parole che, ahiloro, si sono rivelate false. Stando ai dati acquisiti oggi, infatti, la piscina non aveva la licenza, non aveva il certificato antincendio e molti altri documenti, quando ha aperto. Le anomalie dunque c’erano.  Nel frattempo le minoranze stanno lavorando per richiedere la creazione di una commissione di controllo che possa fare luce sul caso.

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