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Il caso

Le muore il papà, l'Asl non passa a ritirare letto e carrozzina e ora le tocca pagare!

L'incredibile disagio patito da una residente di Settimo Torinese: tra una settimana deve lasciare l'alloggio del padre defunto e non sa come fare con tutti gli ausili sanitari che l'Asl To 4 non è ancora passata a ritirare

Malasanità

Tra gli ausili che dovrebbero ritirare a casa della donna settimese ci sono anche un letto con sollevatore e una carrozzina

Ostaggio dell’Asl To 4, di un servizio che è diventato un disservizio nel tempo di un amen.

E’ una storia che ha dell’incredibile, quella che arriva da Settimo Torinese.

Una storia di ordinaria inefficienza del sistema sanitario nazionale.

No, non stiamo parlando di liste d’attesa infinite, di nottate una dietro l’altra su una barella di un pronto soccorso, di diagnosi sbagliate o di carenza di medici e infermieri. Insomma, di vicende all’ordine del giorno un po’ ovunque nel nostro Paese.

No. Stiamo parlando di una falla del sistema dell’Azienda Sanitaria Locale To4 che in questo periodo può essere comune a molti.

Nel linguaggio informatico, si direbbe un “bug”. Ma di virtuale, in questa storia, c’è ben poco.

Marisa, nome di fantasia per tutelare la privacy di una donna settimese protagonista, suo malgrado, di questa vicenda incresciosa, lo scorso mese di ottobre ha perso il papà, da tempo malato

Il padre viveva in un alloggio al terzo piano di un condominio della periferia settimese. E pagava l’affitto, regolarmente, al chivassese Massimo Rubin, ex carabiniere in congedo, ambientalista, noto alle cronache locali per le sue puntuali denunce circa le mancanze dell’amministrazione pubblica.

La sede legale dell'Asl To 4 in via Po a Chivasso

Il papà di Marisa, nell’ultimo periodo, viveva con una serie di ausili forniti dall’Asl To: un letto completo per disabili, un materasso anti decubito, un sollevatore, una sedia a rotelle, un deambulatore e una sedia girevole per vasca da bagno.  

Materiali che, dopo la sua morte, devono essere riconsegnati, ovviamente, all’azienda sanitaria.

Ma, e qui viene il bello - pardon, il brutto - non si sa quando verranno ritirati. 

Il guaio è che il 31 gennaio 2023 scade il contratto di locazione dell’alloggio del defunto padre della signora Marisa: non essendoci più la necessità, non verrà rinnovato.

Per lasciare l’alloggio, è necessario evidentemente svuotarlo. E gli ausili dell’Asl, che tra l’altro sono ingombranti e suscettibili di danneggiamento se non maneggiati da chi di dovere, dovrebbero essere portati altrove.

Delle due, l’una: o Marisa continua a pagare l’affitto (per una mancanza dell’Asl, ndr) oppure stocca il materiale altrove avvalendosi di una ditta di traslochi. In ogni caso deve pagare per un disservizio dell’azienda sanitaria locale. Pagare per una mancanza non sua.

Riepilogando: Marisa non sa dove mettere gli ausili sanitari del padre defunto, l’Asl non passa a ritirarli e il 31 gennaio è praticamente dietro l’angolo, tra poco più di una settimana.

La richiesta di prelevamento del materiale era già stata formalizzata nel mese di ottobre 2022 nella circostanza della morte del papà della signora Marisa con la sottoscrizione di un modulo preposto “consegnato per l’inoltro a personale ADI all’atto della restituzione di materiale di medicazione inutilizzato”. 

Ad oggi nessuna informazione, comunicazione o risposta è arrivata alla settimese, nonostante il ritiro sia stato sollecitato più volte via email.

Ho contatto anche io l’Asl telefonicamente, rivolgendomi all’ufficio competente - fa sapere Massimo Rubin - e la risposta è stata che il ritiro potrà avvenire, forse, nel mese di marzo 2023 in quanto sarebbe vacante il servizio di ritiro degli ausili da parte dell’Asl To 4…”.

Se così fosse, alla signora Marisa non resterebbe che adire le vie legali e chiedere i danni.

Stefano Scarpetta, direttore generale dell'Asl To 4

Rubin nel mentre ha scritto al direttore generale dell’Asl To 4 Stefano Scarpetta, al Direttore Sanitario Gloria Chiozza e al direttore amministrativo Stefano Lossrobin.

Il tempo stringe: chissà che non si riesca ancora a mettere una toppa a questa brutta storia all’italiana, che al dolore per un lutto subito aggiunge la beffa di un evidente torto.

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