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CRESCENTINO. Anagrafe, dopo Masino se ne va anche la Aresi

Dopo Stefano Masino, già dimessosi a settembre, anche l’altra funzionaria dell’ufficio anagrafe del Comune, Annalisa Aresi, ha rassegnato le dimissioni da dipendente comunale. 

I due erano stati condannati in primo grado dal Tribunale di Vercelli a 6 anni di carcere per la vicenda delle cittadinanze italiane iure sanguinis a decine di brasiliani che, con l’intermediazione di un’agenzia di Verona, venivano a stabilirsi temporaneamente a Crescentino. Entrambi erano stati arrestati nell’ottobre di due anni fa nel corso di una spettacolare operazione della Procura della Repubblica, e da allora avevano cessato il servizio pur rimanendo formalmente dipendenti del Comune.

Come già avvenuto per Masino, il 3 ottobre - al termine di una trattativa durata mesi - la Giunta ha approvato una “bozza di accordo transativo” tra il Comune e la Aresi «che risolve in via definitiva e irretrattabile tutte le questioni»; l’Amministrazione ha infatti valutato «conveniente» aderire alla proposta transativa, «al fine di evitare un lungo contenzioso considerando l’esito incerto per entrambe le parti», e soprattutto perché «con la sottoscrizione dell’accordo si liberano risorse vincolate nel bilancio che consentirebbero all’Amministrazione di procedere a una riorganizzazione degli uffici che soddisfi in modo efficace ed efficiente le esigenze della popolazione».

Il 6 ottobre scorso, quindi, presso la sede di Vercelli dell’Ispettorato territoriale del lavoro, è stato firmato il verbale di conciliazione e la Aresi ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Anche in questo caso, come già per Masino, la delibera è piena di omissis e i termini dell’accordo non sono stati pubblicati.

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