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CRESCENTINO. La città commemora l’eccidio dei Nove Martiri

CRESCENTINO. La città commemora l’eccidio dei Nove Martiri

Un dipinto raffigurante la fucilazione dei Nove Martiri

CRESCENTINO. A 77 anni di distanza dall’eccidio dei Nove Martiri da parte dei nazifascisti, testimoni e familiari sono ormai pochi. Rimangono, però, i documenti, gli studi e le memorie su uno dei fatti più cruciali della storia crescentinese che segnarono per sempre la nostra comunità, già colpita da lutti e ristrettezze.

In quei difficili anni della Seconda guerra mondiale, nove civili vennero catturati (nessuno aveva con sé un’arma) e fucilati l’8 settembre 1944 sul piazzale della stazione, per rappresaglia seguita a un’azione partigiana. Erano Enrico Marsili, Michele Schiavello, Ettore Graziano, Eugenio Lenta, Giacomo Petazzi, Giovanni Pigino, Edoardo Castagnone, Giuseppe Arena e Domenico Mario Rondano.

La sezione crescentinese dell’Anpi invita gli iscritti e tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione pubblica, organizzata dal Comune, che si terrà domenica 5 settembre a partire dalle 10.30, con l’omaggio ai cippi dei partigiani ed al monumento dei caduti. Alle 11 in piazza IX Martiri (o, in caso di maltempo, nella chiesa parrocchiale) sarà celebrata la messa, con la presenza della Banda musicale “Luigi Arditi”.

Nel pomeriggio al Teatro Angelini sarà presentata la ristampa del volume del partigiano Mario Arena Una testimonianza sulla resistenza crescentinese durante la lotta di Liberazione pubblicato nel 1981. «Il libro ha una sua importanza storica - spiega Marilena Vittone, presidente dell’Anpi crescentinese - in quanto racconta attraverso gli occhi e i pensieri di un testimone diretto della Resistenza e della liberazione di Crescentino e dintorni.

Ben venga, perciò, la ristampa del volume di Arena, che fu partigiano con i Garibaldini, prima a Corio Canavese e poi nel Monferrato, perché ci consente di riscoprire vicende e personaggi della nostra città di 75 anni fa, oggi sconosciuti ai più. Soprattutto ci fa capire che da un periodo buio di guerra e di lotte intestine fu possibile ricostruire la comunità e diffondere ideali di democrazia e pace.

La ripubblicazione è stata voluta dalla nostra sezione Anpi che si è avvalsa della collaborazione dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Varallo».

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