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CRESCENTINO. Ultime udienze del processo “La Coccinella”

CRESCENTINO. Ultime udienze del processo “La Coccinella”

L’asilo nido “La Coccinella”

CRESCENTINO. E’ alle ultime battute, al Tribunale di Vercelli, il processo alle maestre dell’asilo nido “La Coccinella “ di Crescentino accusate di maltrattamenti nei confronti dei bambini loro affidati. All’ultima udienza la Procura della Repubblica ha chiesto la pena di un anno e quattro mesi per Alessandra Squillace, difesa dall’avvocato Pierpaolo Chiorazzo; la sua collega Manuela Gasco invece, difesa dall’avvocato Tiziano Lucchese, ha chiesto il patteggiamento della pena. La sentenza per Squillace è attesa a breve, entro la fine di luglio.

Secondo le accuse, le due donne sarebbero responsabili di oltre cento episodi di maltrattamenti sui bambini, ripresi dalle telecamere che i carabinieri avevano piazzato nella scuola. Una trentina i piccoli che secondo l’accusa sono “persone offese”, ma soltanto sei famiglie - rappresentate dagli avvocati Gian Maria Mosca ed Erika Catellani - si sono costituite parte civile quali vittime di maltrattamenti.

L’avvocato Chiorazzo per la sua assistita ha chiesto l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato», in alternativa la «riqualificazione del fatto in reati meno gravi». Nella discussione (rito abbreviato davanti al giudice Valeria Rey) la difesa ha mostrato diversi dei filmati ripresi dagli investigatori, giudicati rilevanti ma per riqualificarli.

La vicenda giudiziaria ha preso avvio nell’aprile 2019, quando i carabinieri si sono presentati all’asilo e hanno notificato una misura interdittiva alle due donne, che dal giorno successivo non hanno più messo piede a scuola; il provvedimento stabiliva infatti che per un anno le due insegnanti non potessero lavorare in una classe. Il divieto temporaneo di esercitare l’attività di insegnante, sia nelle strutture statali che in quelle private, era stata confermata anche dopo che i legali delle due donne ne avevano chiesto la revoca.

Gli episodi contestati vanno dal dicembre 2018 ai primi giorni del marzo 2019. Le indagini avevano preso il via dopo la segnalazione di una mamma, la cui bambina di quasi tre anni era tornata dall’asilo con alcuni lividi al viso ed un labbro rotto. Già in passato la piccola sarebbe tornata a casa con segni sul corpo che avevano destato preoccupazione nei genitori, segni sempre giustificati con la vivacità della bimba. Dopo l’ultimo episodio, però, la spiegazione delle maestre non aveva convinto la genitrice.

Le due educatrici avrebbero avuto un «approccio non consono», secondo le accuse, con bambini così piccoli. Tra gli episodi contestati ci sono immagini di bimbi messi sul seggiolone in modo brusco, tirati per un braccio, qualche schiaffo. Le difese, però, sostengono che non si tratta di maltrattamenti.

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