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CRESCENTINO. Cava di Verrua Savoia, Sellaro: «Qui tutti facevano finta di non sapere nulla del progetto»

CRESCENTINO. Cava di Verrua Savoia, Sellaro: «Qui tutti facevano finta di non sapere nulla del progetto»

L’ex assessore Salvatore Sellaro

«Stiamo sventando la rapina del secolo»: con il suo consueto linguaggio colorito l’ex assessore Salvatore Sellaro, residente in frazione Santa Maria, commenta quel che sta accadendo in merito al progetto di escavazione in località Sasso, sul quale sta informando i residenti delle frazioni lungo il Po. «Qualcuno deve spiegarmi - dice - come sia possibile che noi che abitiamo qui abbiamo saputo del progetto leggendo La Voce, e non dagli amministratori comunali. Il progetto è datato maggio 2020, è pubblicato sul sito della Regione da settembre... e i sindaci e i responsabili degli uffici tecnici non ne sapevano nulla? C’è un tecnico comunale, il geometra Di Capua, che è stato per vent’anni a Verrua e dall’anno scorso è a Crescentino: possibile che non se ne fosse accorto e non avesse detto nulla né alla sindaca Moscoloni, né al suo successore Castelli, e nemmeno a Ferrero quando l’hanno assunto a Crescentino? Com’è che ‘ste cose le scoprono i giornalisti e non gli amministratori e i funzionari dei Comuni interessati? Nei Comuni non vanno a vedere, sul sito della Regione, quali sono i progetti che interessano questi territori?».

«Al Comune di Crescentino, poi - prosegue Sellaro - c’è anche Bazzano, che adesso cura le pubbliche relazioni a Ferrero ma che per molti anni è stato all’ufficio tecnico, e prima ancora era stato amministratore comunale a Verrua Savoia con il sindaco Valesio, uno che il progetto lo conosce bene perché se ne parla dal 2010: possibile che nemmeno lui ne sapesse nulla?».

«Il proponente - aggiunge - l’ha presentato alla Regione nel 2020 cercando di sfruttare una congiuntura a lui favorevole costituita da tre elementi: le festività natalizie, l’emergenza Covid che non permette alla gente di incontrarsi e discutere, e il passaggio di consegne tra Parco del Po vercellese-alessandrino e Parco del Po piemontese. Ma gli è andata male, perché noi abbiamo letto La Voce, ci siamo organizzati, abbiamo raccolto firme e inviato le osservazioni alla Regione, e abbiamo coinvolto amministratori di Comuni, Parco e Regione che fino a quel momento se n’erano disinteressati. La battaglia non è finita, ma se quella ditta sperava di far approvare il progetto passandolo sotto silenzio si è sbagliata».

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