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22 Settembre 2020 - 10:55
Aula di Tribunale (foto archivio)
Prima udienza del processo a Giovanni Perini, crescentinese 72enne, accusato di aver ucciso a coltellate a Vercelli, il 4 settembre del 2018, il riparatore di biciclette Antonello Bessi nel suo laboratorio di via Walter Manzone.
Nell’indagine era finito anche il figlio di Perini, Vincenzo, già giudicato in abbreviato e prosciolto su richiesta dei pm Davide Pretti e Rosamaria Iera. Per loro il colpevole è il padre, ora ai domiciliari: dopo alcune ammissioni, ha ritrattato.
Il movente del delitto, secondo gli inquirenti, sarebbe economico: «Non poteva essere opera di un rapinatore, o un balordo: in cassa c’erano tutti i soldi. E c’era denaro nel portafogli della vittima. Mancava una busta con alcune migliaia di euro. Tra le parti c’erano rapporti: Bessi aveva prestato soldi al figlio di Perini». L’imputato è difeso dagli avvocati Maria Grazia Ennas e Francesca Orrù; si sono costituiti parte civile i familiari della vittima. Prossima udienza il 29 ottobre per la perizia sulle intercettazioni.
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