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VERCELLI. Omicidio del “ciclista” Bessi: scagionato Vincenzo Perini, a processo il padre Giovanni

VERCELLI. Omicidio del “ciclista” Bessi: scagionato Vincenzo Perini, a processo il padre Giovanni

Giovanni Perini è accusato del delitto

Il crescentinese Vincenzo Perini è stato assolto con formula piena, “per non aver commesso il fatto”, dall’accusa di essere l’assassino di Antonello Bessi, il riparatore di biciclette ucciso con tredici coltellate nella sua officina a Vercelli il 4 settembre di due anni fa. Nel processo, svoltosi con rito abbreviato davanti al giudice Claudio Passerini, l’uomo era imputato per omicidio volontario e rapina. Anche la Procura - con il sostituto Rosamaria Iera, che con Davide Pretti ha ereditato il fascicolo da Francesco Alvino - aveva chiesto la sua assoluzione: non la pensava così il gip, che qualche mese fa ne aveva ordinato l’imputazione coatta.

«I sentimenti del mio assistito - ha detto l’avvocato Monica Grattarola, legale di Vincenzo Perini - sono contrastanti: da un lato la soddisfazione perchè il giudizio ha inequivocabilmente affermato la sua innocenza, dall’altro la tristezza per la vicenda tragica della morte di una persona». La difesa si è basata sull’alibi di Perini: il 4 settembre del 2018, infatti, lui era al lavoro in un cantiere di via Pirandello, circostanza confermata da diverse testimonianze. Nemmeno il quadro temporale - se avesse agito lui lo avrebbe fatto nella pausa pranzo - reggeva: troppo poco tempo per spostarsi dal centro in via Manzone e compiere il delitto. Altro perno della tesi difensiva il fatto che le telecamere nella zona del luogo del delitto non abbiano ripreso l’auto di Vincenzo Perini negli orari dell’omicidio.

L’attenzione ora si sposta tutta su Giovanni Perini, 72 anni, il padre di Vincenzo, sospettato numero uno della Procura e della Polizia che aveva condotto le indagini. In corte d’assise a Novara la scorsa settimana si è svolta l’udienza filtro del procedimento che lo vede imputato con le stesse accuse che erano state mosse al figlio. Tra le prove a carico dell’uomo, difeso dagli avvocati Francesca Orrù e Maria Grazia Ennas, ci sono una confessione del delitto poi ritrattata, le accuse del figlio a cui avrebbe confessato il delitto, il denaro contante trovato in casa in un omicidio che per gli investigatori ha un movente economico, le riprese delle telecamere nelle vicinanze del luogo del delitto che ritraggono una figura in bicicletta: per gli inquirenti sarebbe Giovanni Perini. L’uomo - prima arrestato con un blitz “spettacolare”, poi rimesso in libertà, infine nuovamente sottoposto a misura cautelare, si trova ora agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Vercelli.

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