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RONDISSONE. In Tribunale due fratelli, l’uno contro l’altro

RONDISSONE. In Tribunale due fratelli, l’uno contro l’altro

Il processo si tiene dinnanzi al giudice Stefania Cugge

RONDISSONE. Si è aperta in tribunale a Ivrea la vicenda che vede uno contro l’altro due fratelli di Rondissione. Alla sbarra è finito Roberto Giovannini, 43 anni, (avvocato Mattia Fiò) accusato di atti persecutori nei confronti del fratello Emilio che lo aveva denunciato per i fatti avvenuti tra marzo e novembre 2016 in un casolare bifamiliare in via Marino Sella 7.

In aula davanti alla giudice Stefania Cugge sono sfilati i testi, gli altri fratelli che hanno raccontato come in quella casa la convivenza fosse difficile. Hanno anche spiegato di aver cercato di aiutarlo, ma di non averlo mai denunciato. Diverso e decisamente più conflittuale è stato probabilmente il rapporto con il fratello Emilio, l’unico ad averlo denunciato. In un caso Roberto l’aveva minacciato al mattino presto. “Adesso ti faccio vedere io chi è Roberto” gli urlava.

E per riportare la serenità in quella casa, un vecchio cascinale, in più di un’occasione, sono anche dovuti intervenire i carabinieri. Soprattutto quando, dopo un litigio col fratello Emilio avvenuto nel cortile, Roberto aveva imbracciato una carabina ad aria compressa con la quale aveva minacciato anche la cognata sul balcone. In un’altra occasione i militari avevano sequestrato a Roberto un coltello a serramanico. Perquisizione che lo aveva fatto ulteriormente arrabbiare arrivando addirittura a minacciare di morte il fratello più grande.

Il fratello Emilio e la moglie, però, non si sono costituiti parti civili. Il processo è stato aggiornato al 1º febbraio del prossimo anno.

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