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CIRIE'. Sfila il Pride... e il Pd muto!

CIRIE'. Sfila il Pride... e il Pd muto!
CIRIE'. Sfila il Pride e il Pd, muto. Ma che succede a Ciriè? Sono ancora negli occhi di tutti le immagini dei sindaci Dem alla sfilata di Torino, festanti e con tanto di fascia tricolore.

C’era il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e c’era la sindaca di Strambino, Sonia Cambursano, che è pure consigliera metropolitana e che sul suo profilo Facebook aveva scritto: “I diritti sono come i raggi del sole. Se io mi abbronzo, a te non tolgo nulla”.

E c’era la visionaria sindaca della città di Settimo Torinese, Elena Piastra. Solo per citarne alcuni.

Ma c’era pure una parlamentare del Pd che di area più cattolica non si può: l’onorevole Francesca Bonomo di Barbania.

In città, invece, manco l’ombra di un rappresentante. Neppure del giovane segretario cittadino, Federico Ferrara, che in Consiglio siede all’opposizione e che alle scorse elezioni si era presentato come alternativa alla ricandidatura di Loredana Devietti. Ma alternativa a che cosa, viene da domandarsi?

A quel sindaco che arriva da area cattolica, democristiana e non l’ha certamente mai nascosto? A quel sindaco che ha stupito tutti dando il patrocinio della città alla manifestazione dicendo di essere dalla parte dei diritti, sostenendo la causa e storcendo il naso solo sulla forma?

Se questo Pd vuole essere alternativa a tutto questo viene da pensare ad un partito conservatore, bigotto, che dinnanzi ai grandi temi si sfila.

Chi conosce Ciriè non si stupisce di tutto ciò.

Ma per chi guarda alla politica e ai grandi temi con una visione più ampia, tutto questo è davvero incomprensibile.

Forse non è chiaro a tutti, ma manifestazioni come il Pride, sotto la scorza carnevalesca, eccessiva, colorata e festante, hanno lo scopo di sollevare un dibattito proprio sui quei temi sui quali la politica nicchia, fa melina. Il Pride va a scovare il politico di turno mettendolo dinnanzi ad un’evidenza. Chiede di calare la maschera. “E tu da che parte stai?”.

Un gioco che la Devietti ha capito fin troppo bene. E al quale non si è sottratta. La maschera l’ha calata. Ed è certo che non le costerà neppure un voto perché le sue motivazioni sono inattaccabili dal suo elettorato.

In più ha saputo conquistare la simpatia di quella folla di oltre 300 ragazzi e ragazze che l’attaccavano chiedendole spazi, luoghi di discussione aperti. E degli organizzatori che, proprio per sfidarla dinnanzi ai grandi temi dei diritti, le hanno chiesto il patrocinio.

“Si tratta di una manifestazione che ha come scopo prioritario la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di rispettare la diversità, intesa come libertà di pensiero, di opinione, di espressione personale, a favore dei diritti e contro le discriminazioni” ha detto concedendo il patrocinio. Quasi un precetto cattolico.

E ciò all’unanimità di voti favorevoli della giunta espressi in modo palese.

La maschera, dunque, oltre alla Devietti l’hanno calata anche personaggi storici dell’area moderata come il vicesindaco Aldo Buratto. E gli assessori Fabrizio Fossati, Barbara Re, Alessandro Pugliesi, Andrea Sala.

Questo, quanto succedeva a Palazzo.

E per le strade?

Per le strade, sfilava il Pride e il Pd muto!  

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