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15 Giugno 2022 - 15:13
Giuseppe Novero
Un viaggio reso possibile dagli studi compiuti grazie al riordino degli archivi voluto dalla Fondazione Romano Gazzera, istituita dal figlio e oggi presieduta da Giogio Gagna.
L’incontro si è tenuto venerdì 10 giugno nell’Aula Magna del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.
“Pietro Gazzera, tra archivi e memorie”, questo il titolo dell’incontro, promossa dalla Fondazione Romano Gazzera (figlio del generale Pietro), che ha sede in Piazza Vittorio 16 bis a Torino. Tra i relatori anche l’ex sindaco di Ciriè, giornalista e scrittore, Giuseppe Novero.
La conferenza - che ha ricevuto il patrocinio della Città di Cirié in quanto ente parte della Fondazione Romano Gazzera - si proponeva di valorizzare e far conoscere al pubblico il contenuto dell’Archivio Pietro Gazzera, un corpus di documenti e reperti storici che il processo di riordino e inventario concluso nel 2021 ha organizzato in 7 fondi e 865 unità archivistiche ora a disposizione di studiosi e ricercatori.
Facendo seguito al lavoro di schedatura, analisi e digitalizzazione di carte e fotografie che documentano le memorie personali del Generale Pietro Gazzera, l’incontro ha messo in luce il complesso rapporto tra uomini al servizio del potere e potere stesso, mediante la lettura critica di alcune testimonianze di grande interesse storico.
Il particolar modo, Giuseppe Novero, che nel 2009 ha scritto il libro “Mussolini e il generale: Pietro Gazzera, ministro della guerra” ha messo in luce il rapporto tra il generale - Ministro della Guerra tra il 1929 e il 1933 - e il Dice, Benito Mussolini.
“Proprio nel riordino dell’archivio - spiega Novero - è emerso il rapporto molto interessante tra Gazzera, le Forze Armate e Mussolini. Emerge chiaramente come Gazzera abbia cercato sempre di porre un freno alle intenzioni belliciste di Mussolini. Certamente non poteva esimersi da quello che era il contesto generale, ma la sua posizione di freno è netta e si inquadra in quello che è stato il rapporto complesso e articolto dell’esercito nei confronti del Fascismo”.
A tracciare proprio un quadro generale dei rapporti tra il Fascismo e l’esercito è stao poi lo storico e saggista Gianni Oliva.
Alla conferenza è intervenuto poi Giorgio Gagna, Presidente della Fondazione Romano Gazzera che ha tratteggiato le finalità della Fondazione nata per valorizzare il patrimonio artistico del pittore Romano Gazzera e quello storico - archivistico afferente al padre, Pietro Gazzera.
Per omaggiare l’inaugurazione delle attività di studio e ricerca patrocinate dall’Archivio Gazzera, la Fondazione ha esposto l’opera “Il sonno dell’eroe” (1964) di Romano Gazzera, stimato pittore che la Città di Cirié ha avuto modo di conoscere sia tramite la mostra “L’Artistica Amicizia” parzialmente a lui dedicata nel 2018 sia tramite i numerosi capolavori che testimoniano la vicinanza dell’artista alla nostra città.
Romano Gazzera nasce a Ciriè nel 1908. Si laurea in giurisprudenza per volere del padre ministro della guerra ma, coltivando la passione per l’arte dall’età di tredici anni, la sua affermazione nazionale arriva grazie alla pittura nel 1941. Muore nel 1985 nel suo appartamento di piazza Vittorio Veneto 16 bis a Torino, dove oggi ha sede la Fondazione Romano Gazzera.
La Fondazione è nata per volere della moglie nel 2016 a Torino. Si costituisce per adesione del Comune di Ciriè, città natale di Romano Gazzera che già nel 1986 aveva organizzato un’importante mostra antologica delle sue opere, e del Comune di Bene Vagienna, fortemente legato alla memoria storica del padre, il generale Pietro Gazzera.
Tutt’ora i sindaci dei due Comuni siedono all’interno del consiglio direttivo.
“La Città di Ciriè era presente anche con il patrocinio all’inaugurazione di un lungo e approfondito lavoro per un progetto di valorizzazione del patrimonio archivistico portato avanti dalla Fondazione, di cui Ciriè fa parte, dal 2017 - spiega il sindaco Loredana Devietti -. L’evento ha rievocato i momenti salienti della vita del Generale Gazzera, ricostruendo gli eventi della storia del nostro Paese dopo la Grande Guerra”.
Poi il sindaco aggiunge: “Riproporremo anche qualcosa a Ciriè sull’archivio del Generale Gazzera.
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