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16 Maggio 2022 - 21:01
Lorendo Gregori, direttore del Cis
A stabilire il blocco era stato il Governo centrale a causa della pandemia, ma circa un anno fa il provvedimento è stato revocato creando una situazione di allerta nelle fasce più deboli della popolazione.
“Siamo riusciti ad intervenire grazie ad una parte del cospicuo avanzo di amministrazione che abbiamo maturato sul Bilancio 2020” spiega il direttore del Cis Lorenzo Gregori.
Sul piatto, per fronteggiare l’emergenza sfratti, infatti, il Cis ha messo risorse per 118mila euro.
“L’avanzo era ben più importante - sottolinea Gregori- ben 588mila euro ed è stato il frutto del rispermio accumultato per la chiusura a causa della pandemia,dei centri diurni nel corso del 2020. Un provvedimento stabilito dallo Stato che ha dato un grande disagio tra gli utenti del servizio, ma al contempo ha generato un avanzo di cassa che, in parte, abbiamo deciso di utilizzare in questo modo”.
Grazie a questi fondi sono stati aiutati 17 dei 39 comuni che fanno capo al Consorzio, la cui popolazione complessiva è di 121mila abitanti circa: “Sì - commenta il direttore - è stato proprio un bel paracadute. Abbiamo compensato quel periodo negativo con questo dato”.
Per quanto riguarda i fondi pubblici, è notizia di questi giorni che il Cis ha ottenuto tre linee di finanziamento grazie ai fondi del Pnrr.
“Il Ministero ci ha dato il via libera - spiega Gregori - ci ha comunicato che sono tutte e tre finanziabili”.
Si tratta di fianziamenti che verranno utilizzati per progetti di sostegno alla genitorialità, per la prevenzione dell’istituzionalizzazione dell’anziano che potrà essere accudito a casa con strumenti idonei che consentono di evitare il ricovero permanente in struttura; l’assunzione di 7 nuovi assistenti sociali a tempo indeterminato.
“Nel 2021 - spiega il direttore - abbiamo giù assunto 5 nuovi assistenti sociali a tempo indeterminato più 5 a tempo detrminato. Ora, grazie alla riduzione dei fondi destinati ai consorzi per la gestione del reddito di cittadinanza, si sono liberate risorse importanti. Parliamo di 900mila euro. Con il fondo povertà verrà potenziato il servizio sociale professionale”.
Gli assistenti sociali in forze al Consorzio d’Ambito passeranno quindi a 27, più uno destinato a coordinare l’equipe affido/adozioni, più 3 assistenti responsabili di area, occupati negli uffici.
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