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CIRIE'. Pnrr, D'Agostino: "Devietti ha tradito il territorio"

CIRIE'. L’attacco del consigliere di opposizione Davide D’Agostino è diretto, frontale: “Devietti ha voltato le spalle al territorio, lo ha tradito cercando di saltare sul carro dei più forti unendosi ai 22 comuni guidati da Grugliasco e dall’ex vicesindaco metropolitano Roberto Montà. Si sapeva che sarebbero stati loro a prendere la fetta più grande dei 120milioni messi sul piatto e così è stato. Ma non è stato sufficiente e il progetto presentato da Ciriè è rimasto fuori”.

Poi D’Agostino evidenzia: “Non ha perso solo Ciriè. A rimetterci è stato tutto il territorio perché nella sua logica, Città metropolitana ha cercato di dare un po’ a tutti i territori. Se Devietti avesse corso con le Valli, qualcosa avremmo portato a casa. Invece...”

Poi D’Agostino che, oltre ad essere consigliere comunale è consigliere d’opposizione in Città Metropolitana, incalza: “Per perdere così allora si poteva pure perdere insieme”.

Ma D’Agostino è certo che qualcosa avrebbe ottenuto: “Se avesse coordinato il ciriacese e le Valli di Lanzo avrebbe potuto creare una progettualità integrata che avrebbe portato Città Metropolitana a fare dei ragionamenti anche su di loro. Ciriè, invece, ha tentato il colpaccio tentando di saltare sul carro dei più forti, ma non è stato sufficiente. E così siamo stati “cornuti e mazziati”, con l’unico risultato di aver voltato le spalle al territorio e alle Valli di Lanzo”.

D’Agostino riconosce anche le difficoltà: “E’ vero, c’era poco tempo, ma tutti ne avevano. Ciriè si è fatta trovare pronta perché progetti in pancia ne aveva. E questo è da riconoscere. Ma non è focalizzata in un’ottica di territorio. L’Unione avrebbe potuto portare un peso specifico. Invece ha scelto di essere l’ultima ruota del carro dei vincitori. E così, con il territorio tagliato fuori dai finanziamenti del bando, hanno perso tutti. Abbiamo perso tutti. Le Valli hanno tentato di partecipare con Pinerolo, ma non è andata meglio neppure così. Quel che manca è l’abitudine a fare rete sul territorio. Io dal canto mio, come consigliere metropolitano,  ho provato a denunciare il fatto che le linee programmatiche di quel bando fossero troppo “torinocentriche”, ma dai banchi dell’opposizione è sempre difficile farsi ascoltare”.

Per Silvestro si deve investire sulle Unioni:

Sulla questione relativa al bando con il quale Ciriè non ha ottenuto il finanziamento del Palazzetto, il consigliere di opposizione Franco Silvestro critica la scelta dell’amministrazione di non puntare di più sull’Unione.

E’ inutile - allarga le braccia - non c’è proprio volontà di usare questo strumento che, sfruttato bene potrebbe essere potentissimo. Certo, queste cose non si improvvisano e occorrono volontà politica e investimenti. Tramite le Unioni sarebbe possibile fare una cosa che oggi è preclusa ai Comuni, e cioè si potrebbe fare l’accesso diretto ai bandi europei senza dover sempre aspettare l’intermediazione degli altri enti. Una gran cosa che ci spalancherebbe direttamente la porta dei fondi europei. Ma per farlo occorre cambiare mentalità. Non si può certo concorrere in questa direzione con un ente amministrato “al risparmio” con dipendenti mutuati dai comuni che vi appartengono e la dirigenza (il segretario comunale) prestato dal Comune che si trova in quell’anno a presiedere l’Ente. Ciò non garantisce le giuste risorse in termini di personale, né la continuità che servirebbe per portare avanti progetti di questa importanza. E così una città come Ciriè, quando si verifica l’ipotesi di portare a casa qualche soldo per finanziare un’opera ritenuta strategica, cerca di fare il possibile, di allearsi con chi può e non con chi dovrebbe”.

Devietti: "Si vuole solo creare zizzania tra i territori”

Il sindaco Devietti replica agli attacchi: “Non comprendo la polemica che i consiglieri di opposizione vogliono portare avanti, mi pare solo un modo per tentare di creare zizzania tra i territori, ma con scarsi risultati: con tutti i comuni della nostra zona infatti continuiamo a lavorare insieme con impegno e determinazione, anzi ci siamo organizzati tutti insieme per azioni congiunte sulla viabilità di collegamento e sugli aggiornamenti in merito ai bandi in itinere o futuri. D’altro canto tutte le volte che è stato possibile, le partecipazioni ai bandi sono state in forma aggregata (penso al progetto VELA, che comprende 12 comuni, al Distretto del Commercio o all’Ufficio di Prossimità fatto come Unione, ai Patti Territoriali, che ha coinvolto 42 comuni), in molti casi invece, anche nel PNRR, i bandi sono rivolti esclusivamente ai singoli comuni”.

Poi spiega: “In occasione dei Piani integrati di Rigenerazione Urbana coordinati da Città Metropolitana purtroppo tutto è stato molto più complicato, tenuto conto che abbiamo avuto appena una settimana per presentare le proposte, con interpretazioni delle linee anche piuttosto variabili e difficili da seguire. All’inizio infatti  l’avviso, come da bando ministeriale,  era rivolto alle aree urbane, con indice di vulnerabilità sociale elevato e con progetti di almeno 5 mln, quindi in una prima fase di ricognizione sul nostro territorio non era parsa possibile un’aggregazione con altri comuni, ecco perché ci siamo uniti ai comuni di area urbana. Poi alcuni criteri sono cambiati e le linee scelte, per insufficienza di risorse come si diceva, hanno escluso alcuni interventi ma questo prescinde dalle diverse aggregazioni”.

Infine la stoccata: “Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso interesse di oggi da parte di chi è tra l’altro anche consigliere metropolitano, nei momenti concitati vissuti dai comuni nei giorni della partecipazione al bando, ma evidentemente è più facile stare alla finestra e criticare dopo. Mi auguro che in futuro chi è anche all’interno dell’ente di area vasta possa spendere le proprie energie per portare opportunità e risorse ai territori e non sempre per criticare l’operato di chi ogni giorno lavora con tante difficoltà per far crescere il proprio comune”.

Per il presidente Uncem, Marco Bussone, è "Mors tua vita mea"

Marco Bussone, presidente nazionale dell’Unione Comuni, Comunità ed Enti Montani, punta il dito contro i criteri scelti per questi bandi: “L’abbiamo detto in tutte le sedi, anche al Premier Draghi, queste linee guida innescano una logica che va a discapito dei territori, nelle unioni, delle comunità. Qui per portare a casa qualche soldo bisogna solo giocare di strategia. Siamo al “mors tua vita mea”!”.

Il giudicio di Bussone è tranchant: “Questi bandi hanno creato troppe aspettative. Sui sindaci ricade la responsabilità di riuscire a portare a casa quel finanziamento ottenuto, magari dal Comune limitrofo. Una sorta di ansia da prestazione che li spinge a ricercare la strada migliore per portare a casa il risultato. E in tutto questo non c’è spazione per la logica di territorio, per il lavoro di squadra. Ma la colpa non è dei sindaci che, anzi, cercano di ottenere dei risultati importanti per i loro Comuni. Se il Governo ci ascoltasse inserendo come enti deputati a partecipare a questi bandi le Unioni già esistenti e le Comunità già esistenti, senza favorire la nascita improvvisata di cordate unite solo dalla logica di ottenere un dato finanziamento, tutto tornerebbe a funzionare molto megio e polemiche come quella scoppiata a Cirè non ce ne sarebbero di certo”.

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