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21 Febbraio 2022 - 19:58
Luca Capasso
A poche ore dal congresso che eleggerà il nuovo segretario cittadino del Partito Democratico, le bocche sono cucite.
Luca Capasso non risponde, mandando avanti il fido Ferrara che non fa che confermare quanto dichiarato già dallo stesso Capasso sulle colonne di questo giornale qualche settimana fa: il segretario non sarà più lui.
L’unica certezza è quindi il passo indietro di chi, in nome dell’unità del partito è pronto ad uscire di scena e che già stava per farlo prima delle elezioni, quando la frattura con gli ex Ds si era consumata sul candidato da presentare alle amministrative. Proponevano l’ex vicesindaco Ruggero Vesco che, però, aveva gentilmente declinato l’invito.
Quando Federico Ferrara ha poi dato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco, il gruppo degli ex Ds si è completamente fatto da parte. Nel partito sono entrate nuove personalità, con l’innesto di diversi giovani. Il gruppo ha svolto una buona campagna elettorale riuscendo quasi nell’impresa di portare Devietti al ballottaggio (per una manciata di voti, circa 70, ha vinto al primo turno), attestandosi come primo partito. Insomma il Pd sembra avere voltato pagina.
Al momento di andare in stampa il Congresso deve ancora riunirsi. Lo farà alle 21 di questa sera (lunedì 21 febbraio).
I risultati ottenuti negli ultimi mesi avranno indubbiamente un peso, a prescindere dal passo indietro di Capasso.
Dall’altra parte bisognerà vedere se e quanto malumore ci sia ancora in casa degli ex Ds. Il lavoro delle ultime settimane è stato quello di tentare di giungere ad una candidatura unica. Ricucire lo strappo per raggiungere l’obiettivo di una segreteria unitaria.
Nell’ultima intervista rilasciata poche settimane fa, Luca Capasso dichiarava: “Ho dato la disponibilità a traghettare il partito fino al congresso, ma per il dopo l’idea è quella di trovare qualcuno che riesca a mettere insieme tutti. Occorre una figura di mediazione ed io non sono la persona giusta per mettere insieme tutte le anime». Aggiungeva poi: “Bisogna ritrovare una linea comune e a volte il cambiamento aiuta a non avere pregiudizi - conclude Capasso -. Non fare il segretario non significa smettere di fare politica. Per il Pd è l’occasione buona per far fare le ossa a qualcuno. Mai come adesso serve il coraggio di puntare su nuove persone. Perché no, magari una donna. Dal canto mio, continuerò chiaramente a fare politica».
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