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CIRIE'. Green Pass per i commercianti, ecco cosa ne pensa la città

CIRIE'. Green Pass per i commercianti,  ecco cosa ne pensa la città

Green Pass

Ascom Confcommercio Torino chiede che l’obbligo del green pass sia esteso a tutto il mondo del commercio. Si è espresso in tal senso il Il Consiglio allargato dell’associazione.

“È stato troppo pesante il conto del lockdown per il terziario torinese e i nostri imprenditori vogliono evitare ulteriori chiusure. – dichiara la presidente provinciale Maria Luisa Coppa – Saremo attenti alle regole di sanificazione per garantire ai nostri clienti luoghi sicuri dove tornare ad acquistare con fiducia. Le nostre aziende, gli imprenditori e i collaboratori devono poter lavorare in totale sicurezza per riprendere il rapporto stretto con la propria clientela e contribuire così direttamente al rilancio dell’economia della Città e del territorio. Auspichiamo quindi che il Green Pass sia allargato a tutte le nostre categorie che guardano alla ripresa economica” .

Ma ecco cosa ne pensano i rappresentati del commercio ciriacese circa l’introduzione dell’obbligo vaccinale a tutti i commercianti.

STEFANO FALETTI

Presidente dell’Ascom di Ciriè, ha 43 anni e da 5 guida l’associazione di categoria. 

Faletti si trova assolutamente in linea con la richiesta fatta dal suo presidente provinciale, Maria Luisa Coppa: “E’ una proposta fatta nell’ottica di accelerare il più possibile l’uscita dalla pandemia - spiega - . L’invito è quello a vaccinarsi tutti e il prima possibile. Non è più il momento di cincischiare. I dati, ormai, parlano di sicurezza del vaccino. Inoltre vediamo che sta funzionando, che le ospedalizzazioni e i morti sono in calo rispetto al numero dei contagiati”.

Sull’obbligo di vaccinazione dichiara: “Anche se non è stato introdotto, noi tutti dovremmo farlo. Per noi stessi, innanzitutto. Stando a contatto con il pubblico siamo sicuramente più esposti. Qui in città qualcuno ha chiuso per quarantena una decina di giorni. Ma fortunatamente nessuno è stato ricoverato”.

FRANCESCA SARNATARO

La presidente di Confesercenti Ciriè e Valli di Lanzo anche si dice concorde alla proposta lanciata dalla Coppa: “Sicurezza innanzitutto - dichiara -. Devo dire che i commercianti sono una delle categorie più ligie. Seguono a bacchetta le indicazioni date in tema di pandemia. Rispettano e fanno rispettare le regole. Dobbiamo cercare di uscire al più presto da questa pandemia. Il Covid sta ulteriormente bloccando il commercio. Le file davanti ai negozi, per i saldi, non ci sono più. Ad incidere sono gli aumenti delle utenze, ma anche la paura della gente di uscire, di andare in luoghi affollati. A livello nazionale è stato calcolato che la spesa media, per questi saldi è diminuita di circa 100 euro a famiglia. Parliamo di perdite importanti per il settore. Se prima si spendevano circa 240 euro, ora non si arriva a 180 a famiglia. Quindi, ben vengano le regole. Sì al green pass”.

FABRIZIO FOSSATI

Anche l’assessore al commercio si unisce al coro dei “Sì al green pass ai commercianti”. “Il vaccino è l’unico strumento che abbiamo contro il Covid. Va utilizzato il più possibile. Anche dai commercianti. Diverso sarebbe chiedere l’obbligo di green pass anche per tutti i clienti, come sta già avvenendo per estetisti e parrucchieri. A quel punto diventerebbe davvero difficile garantire un servizio”.

GIORGIO FORNERO

Il gioielliere, ex membro del direttivo Ascom è l’unica voce fuori dal coro: “Un presidente Ascom dovrebbe occuparsi di altro. L’appello della Coppa mi è sembrato un’assurdità. Come se fossero le associazioni di categoria a doverci dire che bisogna vaccinarsi. Io sono favorevolissimo. Ho fatto la terza dose e sono pronto a fare anche la quarta, la quinta e tutte quelle che serviranno. Quel che critico è l’intervento della presidente. Non era nelle sue prerogative”.

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