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CIRIÈ. Nella guerra delle commissioni le minoranze lasciano la seduta

CIRIÈ. Nella guerra delle commissioni  le minoranze lasciano la seduta

I consiglieri di minoranza di Ciriè

CIRIÈ. Gli animi non si distendono. La maggioranza non cede. La minoranza nemmeno. E la guerra continua.  Il muro contro muro sulla presidenza delle commissioni consiliari non smette di infiammare la politica ciriacese, dove la polemica e i battibecchi sono ormai all’ordine del giorno.

Come ormai risaputo, i motivi dello scontro riguardano il “colore politico” dei presidenti delle quattro commissioni. La maggioranza ne pretende tre su quattro (una già ottenuta, da Santina Salamone), mentre la minoranza ne pretende almeno due, la metà.

Il tutto - dicono le opposizioni - per sanare la “ferita” sull’imposizione di Beppe Lozito come presidente del consiglio. È da quel momento, infatti, che il dibattito si è totalmente infiammato. E continua ad infiammarsi, giorno dopo giorno.

Lunedì scorso l’ultimo passo in avanti, con la convocazione della seconda, della terza e della quarta commissione in un’unica seduta. L’obiettivo? Eleggere i presidenti per far sì che le commissioni potessero cominciare a lavorare sulle singole tematiche a cui sono destinate. Com’è andata? Male, come al solito.

Dopo aver ribadito ognuno la propria posizione, è stata paventata una terza ipotesi: istituire una quinta commissione per lasciarne tre alla maggioranza e due all’opposizione. La maggioranza, in commissione, ha risposto picche. Garantendo sì una possibilità di massima ad andare in quella direzione, ma senza alcuna certezza per le minoranze.

Per uscire dall’impasse, Lozito - presidente provvisorio - ha presentato un’altra proposta per consentire la nomina dei presidenti e sbloccare la situazione. Il presidente del consiglio comunale ha ipotizzato di nominare in via temporanea due presidenti “di servizio” tra i banchi della maggioranza, fintanto che le diverse forze politiche non avessero trovato una quadra per procedere con la nomina “definitiva”. La proposta è andata in votazione e le opposizioni si sono alzate e hanno abbandonato la seduta.

«Le presidenze sono state votate dalla maggioranza, così almeno le commissioni potranno cominciare a lavorare, potranno essere convocate, potranno essere nominati gli esperti e stilati gli ordini del giorno - spiega Lozito a lato della seduta -. Purtroppo è stato l’unico modo per venirne a capo e francamente mi dispiace, si è persa un’occasione per trovare un dialogo tra maggioranza e minoranza. Sarebbe stata un’anomalia se il presidente avesse tenuto ad interim la presidenza delle commissioni nominate».

Nella seconda commissione è stato nominato presidente Mauro Aglietto. Per quanto riguarda la terza e la quarta, sulle quali la maggioranza si dice ancora disposta a dialogare, sono stati nominati Valeria Astegiano (terza) e Mattia Masangui (quarta).

«Da parte della maggioranza c’è tutta la disponibilità a discutere». conclude Lozito.

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