CIRIÈ. Mentre l'Amministrazione Devietti continua a rimandare la decisione sulla pedonalizzazione di via Vittorio - ripetono come fosse la recita del rosario che «se ne parlerà a fine lavori» - la città dibatte, discute, si guarda intorno, si mobilità e cerca di indirizzare la politica nell'una o nell'altra direzione.
Nei giorni scorsi, in consiglio comunale, il centrodestra ha riacceso l'attenzione sul tema proponendo alcuni emendamenti al documento delle "linee di mandato" finalizzati proprio a puntare una volta per tutte verso la pedonalizzazione. Emendamenti sostenuti dagli altri gruppi di minoranza ma bocciati - come tutti i 46 presentati da D'Agostino e Palermo - dalla maggioranza. Intanto c'è chi continua a raccogliere le firme per la chiusura al transito del centro storico: l’ex assessore Sergio Bertoli, la blogger Cinzia Somma e la commerciante di “Black Jack Uomo” Edy Pazzagli. Le firme sono già circa 600.
Non sono però tutti d'accordo. Qualche settimana fa un gruppo di commercianti, dalle colonne di questo giornale, aveva criticato la petizione chiedendo la riapertura permanente della via, oggi chiusa nel tratto interessato dai lavori di riqualificazione per consentire agli esercenti - in questo periodo di difficoltà - di ampliare i dehors sulla strada. Qualche giorno fa, inoltre, il settimanale "Il Risveglio" ha pubblicato la lettera di una signora di 89 anni che lamenta l'impossibilità di raggiungere i negozi del centro.
In questo marasma abbiamo interpellato gli ultimi sindaci della città dei D'Oria per avere suggestioni e idee sul tema. Insomma, per capire un po' quanto l'idea dell'isola pedonale possa davvero essere vincente e perché.
E quasi tutti si dicono favorevoli. A partire da Giuseppe Novero, primo cittadino ciriacese dal 1985 al 1989. «Penso che adesso la gente si sia un po' più abituata ad avere via Vittorio fruibile ai pedoni - commenta -. E sicuramente l'Amministrazione dovrà tenere di quanto questa abitudine sia maturata. Credo comunque che almeno all'inizio vada trovato un equilibrio tra la necessità di garantire ancora uno spostamento regolamentato e rispettoso dell'intervento di riqualificazione ed il fatto che la gente abbia apprezzato la possibilità di avere uno spazio pedonalizzato il quale, soprattutto nei periodi di pandemia, ha svolto un po' il ruolo di valvola da sfogo per qualche passeggiata in città. Insomma sono favorevole alla pedonalizzazione, ma senza un'eccessiva rigidità. Ad esempio si potrebbe chiudere ma tenendo aperta alla possibilità del transito s su alcuni giorni, non precludendo del tutto la possibilità della percorrenza dei veicoli».
Favorevole anche l'ex primo cittadino Luigi Chiappero, in carica dal '97 al 2006. «Sono d'accordo con la pedonalizzazione - ammette -. L'importante, e su questo ho lavorato nei panni di sindaco, è di favorire soluzioni di parcheggio non troppo lontane dal centro, per far sì che la gente possa lasciare l'auto vicino e spostarsi su via Vittorio a piedi. I parcheggi già ci sono, forse sarebbe necessario trovare qualche spazio in più a Nord, non sarebbe male su piazza San Martino. Tirando le somme sono favorevole, la chiusura è ottima, il centro pedonale si vive meglio, ma bisogna comunque poter parcheggiare non troppo lontano».
È d'accordo con Novero e Chiappero anche Francesco Brizio, il predecessore della Devietti alla guida della città. «Sono ovviamente favorevole - dichiara -. Quand'ero sindaco io non c'erano le condizioni per farlo, all'epoca non avevamo le risorse necessarie per partire con le opere propedeutiche alla realizzazione dell'isola pedonale. Ma avremmo voluto andare in questa direzione e credo, con franchezza, che Ciriè da questo punto di vista sia un po' in ritardo. Prima si pedonalizza, meglio è. I centri storici riqualificati e pedonalizzati sono i più attrattivi, sono quelli capaci di portare gente in città e sono un vantaggio per i residenti, per le attività commerciali, per i proprietari degli immobili. D'altronde i centri storici non sono mica nati per farci passare le auto, sono stati concepiti per un uso pedonale. La pedonalizzazione sarebbe un ritorno alla natura originaria ma al contempo guarderebbe al futuro».
L'unica voce fuori dal coro è quella di Ezio Genisio, primo cittadino della Lega dal '93 al '97. «Quando governai la città decisi, tra i primi atti, di cancellare l'ordinanza che pedonalizzava via Vittorio il sabato pomeriggio - racconta -. Adesso come adesso credo che le isole pedonali possano anche essere utili, soprattutto dal punto di vista ambientale, ma per realizzarle serve un commercio pronto ad adeguarsi e riconvertirsi. Io, fossi sindaco oggi, non pedonalizzerei. Continuerei a lasciare la possibilità ai clienti ed ai residenti di via Vittorio di usufruire del transito in auto. Poi magari è un errore, ma ritengo che prima di dare vita ad un'isola pedonale si debbano valutare bene tutte le priorità di chi lavora e di chi risiede in quella zona».
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