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CIRIÈ. D’Agostino show! Con 15 emendamenti manda in tilt il consiglio

CIRIÈ. D’Agostino show! Con 15 emendamenti manda  in tilt il consiglio

Davide D'Agostino e Mattia Palermo, consiglieri del Centrodestra-Insieme per la Città

CIRIÈ. Il messaggio lanciato dal leader del centrodestra Davide D’Agostino durante l’ultimo consiglio comunale è chiaro: cara Devietti, adesso non si scherza più. L’opposizione dev’essere tenuta in conto nel dibattito sulle principali scelte dell’Amministrazione comunale oppure andrà a finire com’è andata a finire l’altra sera a Palazzo D’Oria.

Il gruppo del centrodestra ha presentato ben 15 emendamenti alla deliberazione per la ratifica della 26esima variazione urgente al bilancio di previsione, già approvata dalla giunta comunale il 22 settembre ma che, da norma, necessitava della “convalida” del parlamentino.

Perché tutti quegli emendamenti? Banalmente perché la variazione non è stata discussa con le minoranze prima dell’approdo in consiglio...

Presentare la delibera è toccato all’assessore al Bilancio Alessandro Pugliesi, per una variazione da 950mila euro, la maggior parte legata ai maggiori introiti per l’autovelox messo in funzione in corso Generale Dalla Chiesa, che ha portato nelle casse del Comune una somma di circa 800mila euro (mica bruscolini...).

Le variazioni normalmente sono approvate direttamente in consiglio, ma in questo caso la giunta l’ha dovuta adottare d’urgenza perché il Comune era in piena fase elettorale di passaggio tra la prima e la seconda amministrazione Devietti. Proprio sul carattere dei singoli capitoli della variazione d’urgenza vertevano i 15 emendamenti presentati da D’Agostino e Mattia Palermo, che hanno voluto discutere punto per punto - chiamiamolo ostruzionismo - le eventuali modifiche alla deliberazione.

«Il revisore dei conti ha dato parere regolare - ha spiegato la responsabile dell’Ufficio Ragioneria Giustina Lizzola -.  Le variazioni d’urgenza devono essere motivate e nella delibera c’è il dettaglio di tutte le motivazioni. Nonostante il periodo elettorale, c’erano tutte una serie di operazioni che dovevano essere regolate entro ottobre, non si poteva aspettare il primo consiglio, perché le registrazioni contabili hanno tempi prestabiliti. Ad esempio, per quanto riguarda le maggiori entrate per l’autovelox, la rendicontazione è mensile, non potevamo lasciare somme non regolarizzare a bilancio...» 

Il punto, per D’Agostino, era però un altro. Di carattere politico: la variazione si doveva discutere prima. «È vero che ci trovavamo in una fase in cui il consiglio non aveva i pieni poteri - ha sottolineato - ma per altri motivi le capigruppo sono state convocate, ad esempio per il percorso della Tarip, con grande disponibilità da parte delle minoranza a farsi trovare pronti tirandosi su le maniche. Avremmo potuto fare la stessa cosa in questo caso. Io capisco le motivazioni tecniche d’urgenza, ma sono meno d’accordo sul fatto che non vi fosse la possibilità di incontrarci per discutere della variazione».

Non foss’altro che dall’approvazione in giunta di quella delibera al consiglio comunale sono passati quasi due mesi... Di qui, appunto, la scelta di presentare 15 emendamenti per chiedere conto, l’una dopo l’altra, di tutte le motivazioni d’urgenza. «È fondamentale che certi atti seguano l’iter delle commissioni, altrimenti le discutiamo qui in consiglio punto per punto» ha rimarcato D’Agostino.

Gli emendamenti

Quel ch’è seguito dopo è stato un vero e proprio spettacolo di come si fa ostruzionismo in consiglio comunale. Un’ora e mezza di discussione con l’assessore Pugliesi in evidente difficoltà - giustamente, vista la minuziosità della richieste - nello spiegare i singoli punti della variazione, tanto da richiedere l’aiuto salvifico del segretario Paolo Devecchi e della Lizzola, a cui la parola è dovuta andare più volte per dare risposte particolareggiate alle domande di D’Agostino e Palermo.

Il primo emendamento riguardava l’entrata più consistente, appunto i maggiori incassi per le multe. L’assessore ha spiegato tutto molto dettagliatamente, con tanto di riferimento alle norme e alla numerazione dei capitoli del bilancio. Sembrava un rosario, me nessuno ha concluso con l’amen. 

La discussione è proseguita per altri 14 emendamenti con ritmi snervanti e incalzanti, a tratti anche con quale momento di ilarità, in primis quando il presidente del consiglio Beppe Lozito si è confuso - non una volta sola, almeno due o tre - nel leggere gli emendamenti. Un paio, ecco tutto, li ha riletti due volte.  «Avrei bisogno di un segretario personale» ha ironizzato. Ad una certa perfino i consiglieri di centrodestra sono andati in confusione: «Guardi che ne ha saltata una...». E invece no, si è affrettato a chiarire Lozito, che ormai a quel punto aveva fatto tesoro dei suoi errori iniziali.

Come se non bastasse, alla fine di ogni discussione il centrodestra ha ritirato tutti gli emendamenti, senza neanche metterli in discussione (tranne uno, ovviamente bocciato).

Dopo tutto questo tran tran, si è passati alle dichiarazioni di voti sull’intera variazione. «Ringrazio il centrodestra perché ha voluto approfondire nei dettagli la variazione, cosa che non abbiamo potuto fare nel luogo adatto, ovvero in commissione - ha preso parola il capogruppo del Partito Democratico, Federico Ferrara -. Alcuni temi potevano evidentemente essere rinviati di qualche giorno, avremmo potuto trovare un accordo per affrontare la variazione in una capigruppo allargata. Ma non c’è stata la volontà». Per questo motivo i dem hanno dichiarato il loro voto di astensione. 

D’Agostino dal canto suo ha ringraziato i tecnici, l’assessore, il sindaco (anche Devietti è intervenuta, in un paio di occasioni). «Qualsiasi chiarimento è utile, sono emersi dati e spunti di analisi interessanti, non si smette mai di imparare - ha sorriso -. Il luogo principe per questo tipo di confronto è la commissione, ma non è stato difficile portare in consiglio una discussione così particolareggiata...». Visto l’emendamento bocciato, il centrodestra ha dichiarato il voto contro la deliberazione. 

Franco Silvestro del gruppo Movimento 5 Stelle-Nuova Ciriè ha rimarcato il problema. «Abbiamo fatto qui ciò che di solito si faceva in commissione - ha rimarcato, prima di avanzare una proposta -.  Una fetta importante delle spiegazioni sono arrivate dal segretario, e ovviamente il segretario alle commissioni non partecipa. Invito tutti a pensare se almeno alle commissioni Bilancio non sia il caso che partecipi. Molte volte durante il precedente mandato alle domande precise non veniva data risposta, questa sera invece è stata illuminante».

La variazione è stata ratificata con il voto favorevole della maggioranza e di Silvestro, l’astensione del Pd e la contrarietà di D’Agostino e Palermo.

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