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09 Settembre 2021 - 17:38
Gabriele Reggiani, attuale consigliere di maggioranza, non si ricandiderà
CIRIÈ. Cinque anni fa un giovane ciriacese, un ragazzo di 23 anni, si affacciava per la prima volta alla politica. Ricco di entusiasmo, ricco di buona volontà e di voglia di fare, Gabriele Reggiani entrava a Palazzo D’Oria, eletto nelle liste di Loredana Devietti.
«I giovani hanno un ruolo secondo me importante - raccontava alla Voce -. Vedo che alle ultime elezioni la partecipazione giovanile è aumentata, vista la maggior presenza tra i candidati e in consiglio. Io ringrazio Loredana perché ha saputo dare fiducia e invogliare giovani come me, darci le giuste motivazioni. I giovani sono importanti, spesso ci si dimentica che un ricambio in politica ci deve essere. Iniziare a guidare i giovani che in questa esperienza mettono buona volontà è qualcosa che prima o poi bisogna fare. Loredana su questo ha puntato molto, speriamo possano vedersi realmente i risultati».
In sessanta mesi di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’. Fin troppa. Reggiani ha svolto con impegno e dedizione il suo ruolo. Come consigliere, tra i più validi del gruppo di maggioranza, probabilmente il più valido, si è contraddistinto per i suoi interventi puntuali, per le capacità dialettiche e di discussione, per la ragionevolezza delle parole, per il rispetto dei ruoli di ciascuno e per l’onesta fiducia nelle istituzioni.
Eppure, pian piano, l’entusiasmo ha lasciato il posto ad un po’ di frustrazione. Reggiani avrebbe forse voluto fare di più. Dare di più. Si sarebbe certo meritato maggiore spazio di azione e invece si è ritrovato, a poco a poco, con un abito che gli stava fin troppo stretto.
È quel che si intravede, tra le righe, nella lettera che ci ha spedito nei giorni scorsi, dopo l’ufficializzazione delle liste. La maggioranza ne presenta ben tre, ma lui non ci sarà. Per motivi di lavoro, che lo tengono ormai lontano da Ciriè, ma non solo.
Perché i complimenti e i “grazie” all’Amministrazione Devietti, al sindaco in primis, si miscelano a qualche pesante critica sul suo modo di operare. Pregi e difetti, in una missiva nei quali i secondi emergono con più forza rispetto ai primi.
E si torna a parlare della figura di un sindaco “accentratore”, troppo poco avvezzo a dare spazio agli elementi della sua squadra, a validi elementi che avrebbero potuto dare un contributo importante allo sviluppo della città.
«Concludo questo mandato elettorale consapevole di averci messo tutto l’impegno possibile e dopo 5 anni affermo serenamente che sono contento di aver preso parte a questa avventura politica - comincia la lettera di Reggiani -. Ho dato il mio contributo sempre credendo fino in fondo al programma elettorale di Loredana Devietti e della sua giunta. Ora non posso che augurare che vinca il migliore e solo i ciriacesi stabiliranno chi sarà».
Poi la spiegazione dei motivi della mancata ricandidatura alle elezioni, nonostante le richieste del sindaco. Il lavoro, come detto, è il primo grande motivo. Da Trento, dove vive attualmente, Reggiani farebbe fatica a continuare ad onorare i suoi impegni politici.
Eppure c’è dell’altro, tanto altro: la delusione per non essere riuscito ad incidere, per non avere avuto seriamente la possibilità di farlo. «Non ho mai avuto scontri diretti e in pubblico con Devietti in questi anni ma una cosa è certa: vorrei fosse chiaro a tutti che le mie proposte le ho fatte a tempo debito a Loredana e i suoi assessori: riguardavano per lo più semplici interventi nel campo sociale, scolastico e del volontariato. Alcuni di essi sono stati anche realizzati, ma non tutti purtroppo - scrive il consigliere -. Mi sono sempre reso disponibile a conoscere più a fondo varie tematiche comunali anche con gli assessori, compatibilmente con gli impegni privati ovviamente. Ho sempre vigilato su Borgo San Martino essendo presente anche agli incontri con i borghigiani, rendendomi disponibile a segnalare le criticità riscontrate. Varie sono quelle che ho segnalato a Buratto nelle vie adiacenti all’ospedale e non solo, interfacciandomi più di una volta con gli uffici comunali ed i relativi tecnici. In tutte queste attività non ho mai cercato particolare clamore, perché penso che si possa anche fare politica concretamente cosi, senza una costante attenzione mediatica, di cui comunque riconosco l’importanza. E sento di aver dato un contributo silenzioso e proficuo».
Reggiani solleva poi un tema di cui s’è parlato a inizio mandato, quando Devietti distribuiva le deleghe. Togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. Qualche masso, anzi. « In passato mi era stato chiesto perché Devietti non mi avesse delegato alle Politiche Giovanili - racconta -. Non so ancora una risposta certa e a questo punto è superfluo cercarla. E in ogni caso tutto sommato rispetto tale decisione. Evidentemente Loredana non lo riteneva opportuno. Ammetto che all’inizio speravo di essere coinvolto maggiormente nel corso del mandato, poi ho anche capito che probabilmente una maggiore esperienza poteva essere necessaria. In questi anni ho potuto conoscerla meglio e sicuramente a parer mio è una donna tenace, attenta ed astuta, ma anche autorevole ed autoritaria allo stesso tempo, che ama tenere costantemente tutto sotto controllo».
Le stesse critiche che in tutte le salse hanno sollevato, più volte, le forze di minoranza: l’Amministrazione Devietti è solo Devietti e nient’altro. Nel bene e nel male.
La lettera di Reggiani prosegue con il ricordo della nomina nel 2016, uno dei momenti più belli dell’avventura amministrativa, «in cui vidi mio padre Paolo commuoversi per la gioia, prima della sua perdita nel 2018». E poi di quello della festa del 2 giugno del 2017, quando «ho potuto rivolgermi direttamente ai neodiciotteni ciriacesi spiegando loro i valori e i principi della nostra preziosa Costituzione della Repubblica».
Poi un messaggio ai giovani che hanno deciso di candidarsi: «Fare il Consigliere non è una passeggiata: si tratta di un’attività che porta via molto tempo se seguita come si deve e naturalmente al solo scopo di fare il bene della città. Posso però aggiungere che se svolta con cuore e passione le ricompense possono essere grandi, sicuramente sul piano emotivo e personale ma non su quello economico».
E infine i ringraziamenti, sinceri, ed un’ultima dichiarazione d’amore alla sua Ciriè: «Grazie a chi ha creduto in me e a chi magari un domani vorrà crederci ancora, certo che anche a distanza ci sarà sempre un legame con Ciriè, che resta sempre e comunque la mia città».
Ed è così che la politica ciriacese perde uno dei suoi pezzi più pregati, una perla rara che avrebbe potuto dare tanto di più. E chissà, in futuro, se ne avrà nuovamente la possibilità. Quando nell’ormai lontano 2016 intervistammo Reggiani, gli chiedemmo se la nomina a consigliere fosse l’inizio di un lungo percorso o solo un’avventura di 5 anni.
«Bella domanda - rispose -. Fino ad ora è stata tutta una grande sorpresa, vedrò nel corso del tempo come si evolverà il mio futuro, anche a livello scolastico e lavorativo. Se la motivazione resta questa, ci sono possibilità che la storia prosegua. Altrimenti sarà stata una bellissima parentesi, per me indimenticabile». Una parentesi che si chiude con un certi rammarico.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di Gabriele Reggiani, attuale consigliere di maggioranza.
Caro Manuel,
Concludo questo mandato elettorale consapevole di averci messo tutto l’impegno possibile e dopo 5 anni affermo serenamente che sono contento di aver preso parte a questa avventura politica.
Ho dato il mio contributo sempre credendo fino in fondo al programma elettorale di Loredana Devietti e della sua giunta.
Ora non posso che augurare che vinca il migliore e solo i ciriacesi stabiliranno chi sarà.
Loredana ha insistito a lungo affinché mi ricandidassi nella lista di Ciriè Nel Cuore, ma non l’ho ritenuto opportuno, dato che già da alcuni mesi vivo a Trento per lavoro. Nonostante le distanze e le numerose difficoltà organizzative e personali, durante la primavera ed estate 2021 ho onorato i miei impegni politici perché questo meritavano i miei elettori fino alla fine del mandato. Ora però non avrei la possibilità di seguire con altrettanta attenzione per altri 5 anni vivendo in un’altra regione. Sarebbe troppo complesso e ciò non mi garantirebbe l’attenzione necessaria e la vigilanza sugli episodi che riguardano la mia città. Diciamo che mi ritengo una persona che una cosa o la fa bene o non la fa proprio.
Non ho mai avuto scontri diretti e in pubblico con Devietti in questi anni ma una cosa è certa: vorrei fosse chiaro a tutti che le mie proposte le ho fatte a tempo debito a Loredana e i suoi assessori: riguardavano per lo più semplici interventi nel campo sociale, scolastico e del volontariato. Alcuni di essi sono stati anche realizzati, ma non tutti purtroppo. Mi sono sempre reso disponibile a conoscere più a fondo varie tematiche comunali anche con gli assessori, compatibilmente con gli impegni privati ovviamente.
Ho sempre vigilato su Borgo San Martino essendo presente anche agli incontri con i borghigiani, rendendomi disponibile a segnalare le criticità riscontrate. Varie sono quelle che ho segnalato a Buratto nelle vie adiacenti all’ospedale e non solo, interfacciandomi più di una volta con gli uffici comunali ed i relativi tecnici.
In tutte queste attività non ho mai cercato particolare clamore, perché penso che si possa anche fare politica concretamente cosi, senza una costante attenzione mediatica, di cui comunque riconosco l’importanza.
E sento di aver dato un contributo silenzioso e proficuo. C’è qualcuno che pensa che per dare o meglio manifestare questo contributo politico, si debba ogni volta fare sermoni o lunghi discorsi in consiglio comunale o instaurare lunghe diatribe nelle commissioni consiliari. Come ho spiegato per me non è così. Naturalmente quando l’ho reputato opportuno ho svolto i miei interventi in sala consiliare ed esposto le mie tesi nelle riunioni di Maggioranza. Quindi ribadisco che a parer mio non è sulla base degli interventi in pubblico che si misura la serietà di un consigliere, soprattutto se di maggioranza.
In passato mi era stato chiesto perché Devietti non mi avesse delegato alle Pol. Giovanili. Non so ancora una risposta certa e a questo punto è superfluo cercarla. E in ogni caso tutto sommato rispetto tale decisione. Evidentemente Loredana non lo riteneva opportuno. Ammetto che all’inizio speravo di essere coinvolto maggiormente nel corso del mandato, poi ho anche capito che probabilmente una maggiore esperienza poteva essere necessaria. In questi anni ho potuto conoscerla meglio e sicuramente a parer mio è una donna tenace, attenta ed astuta, ma anche autorevole ed autoritaria allo stesso tempo, che ama tenere costantemente tutto sotto controllo.
Ultimamente avevo intrattenuto brevi comunicazioni con Federico Ferrara che mi aveva proposto di fornire un contributo, qualora fossi interessato, nella sua candidatura a sindaco nel Partito Democratico. Ma ho declinato l’invito a collaborare, per gli stessi motivi sopra descritti.
Tante sono le conoscenze delle dinamiche amministrative che penso di aver acquisito e spero che i nuovi consiglieri possano fare altrettanto. Tra i ricordi più belli di questo mandato sicuramente il momento della nomina a luglio 2016: ero un ventitreenne universitario e fu una delle rare occasioni in cui vidi mio padre Paolo commuoversi per la gioia, prima della sua perdita nel 2018. Ancora la festa del 2 giugno del 2017, in cui ho potuto rivolgermi direttamente ai neodiciotteni ciriacesi spiegando loro i valori e i principi della nostra preziosa Costituzione della Repubblica.
Ho visto oggi che le liste sono state rese pubbliche e ormai alle elezioni manca poco, spero comunque di parteciparvi come elettore. Un pensiero mi sento di rivolgere a tutti i candidati di tutte le liste e in particolare ai giovani: fare il Consigliere non è una passeggiata: si tratta di un’attività che porta via molto tempo se seguita come si deve e naturalmente al solo scopo di fare il bene della città. Posso però aggiungere che se svolta con cuore e passione le ricompense possono essere grandi, sicuramente sul piano emotivo e personale ma non su quello economico. Quest’ultimo penso sia un mito da sfatare soprattutto per chi è estraneo a questi contesti. Il gettone di presenza è puramente simbolico.
Grazie a chi ha creduto in me e a chi magari un domani vorrà crederci ancora, certo che anche a distanza ci sarà sempre un legame con Ciriè, che resta sempre e comunque la mia città.
Gabriele Reggiani
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