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CIRIÈ. Caos rifiuti, Burocco: “I rincari? Qualcuno se n'è fregato della raccolta differenziata"

CIRIÈ. Caos rifiuti, Burocco: “I rincari? Qualcuno se n'è fregato della raccolta differenziata"

Mario Burocco presidente del consorzio Cisa

CIRIÈ. «Il funzionamento della tariffa puntuale è stato illustrato sui giornali, l’abbiamo detto e raccontato nelle assemblee pubbliche, abbiamo perfino mandato documenti informativi casa per casa, a tutte le utenze. Chi oggi si trova a dire “Non lo sapevo, mi è arrivata la stangata” è perché forse non ha voluto sapere, perché se n’è fregato. E oggi ne paga le conseguenze».

Mario Burocco, presidente del Cisa, il consorzio che gestisce la raccolta rifiuti tra Ciriè e ciriacese, è un fiume in piena. Non ha peli sulla lingua, determinato com’è a sostenere e rimarcare la bontà del sistema della tariffa puntuale. Il sistema che sta creando qualche problema a numerose famiglie ciriacesi che si sono ritrovate in buca una bolletta - il conguaglio del 2020 - con importanti rincari rispetto agli scorsi anni.

«Chiaramente chi ha riscontrato un aumento della tassa oggi è  quello che protesta e urla di più, ma non è che l’hanno avuto tutti, anzi c’è una grossa fetta della popolazione che non ha avuto incrementi bensì benefici - dichiara Burocco -.  La situazione è totalmente in linea con quanto abbiamo sempre detto: la tariffa puntuale non promette risparmi per tutti, ma solo per chi fa bene la raccolta differenziata. È invece penalizzato chi non la fa. A livello generale non ci sono problemi, poi se vogliamo studiare caso per caso bisogna verificare cosa è successo nelle singole utenze. Le tariffe vengono fuori dal comportamento che le utenze hanno tenuto, quindi dalla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Ogni utenza è responsabile di quanto differenzia». 

Il problema ha riguardato principalmente i condomini, dove effettivamente è più difficile gestire i rifiuti rispetto alle singole famiglie. «Sicuramente lì c’è stato qualche problema e ci sarà, sono situazioni dove è più complicato chiedere alle persone, a tutte le persone, di comportarsi in modo virtuoso - prosegue -. Però molti condomini non hanno ad esempio creato le isole ecologiche, continuano ad avere cassonetti esposti sulla via e chiunque può tranquillamente utilizzarlo. Il primo passo doveva essere quello, i condomini dovevano creare responsabilmente le proprie isole ecologiche chiuse. In secondo luogo c’era la possibilità di fare lo “spacchettamento”, ovvero di richiedere cassonetti individuali per togliersi dal cassonetto comune, divenendo quindi responsabili del proprio rifiuti.  Molti condomini non l’hanno fatto e in pochi ci hanno interpellato per chiederci se il loro cassonetto era adeguato o meno. In passato la volumetria non era un problema, tanto pagavi per il numero di persone nel nucleo familiare e per i metri quadri. Oggi, invece, con il nuovo sistema avere un cassonetto da 1.100 o da 360 cambia notevolmente. Se il cassonetto rimane esposto, anche se non è pieno, viene raccolto: quindi finisce che paghi anche la parte di vuoto.  L’abbiamo detto in tutti i modi».

Certo bisognerà capire come migliorare la situazione e il consorzio, insieme all’Amministrazione comunale, si sta muovendo proprio in questa direzione. «Ci possono essere utenze che si sono ritrovate in situazioni particolari che al momento non so capire, sicuramente dovranno essere sentite per fare il quadro della situazione - rimarca Burocco -. Intanto gli utenti dovranno cercare di non fare più gli stessi errori. Essendo il primo anno di avvio, non mi stupisce che siano sorte problematiche di questo tipo. Ma parliamo di una situazione minoritaria, assolutamente fisiologica, poi si va a regime. La gente, purtroppo, forse doveva toccare con mano che il sistema è cambiato. Questo è stato l’unico modo per far capire a chi non vuole o non ha potuto capire che deve fare molta più attenzione con i rifiuti, che per pagare di meno bisogna differenziare».

Al presidente del Cisa non sono inoltre andate giù le polemiche sollevate dalle forze di minoranza. «Siamo vicino alle elezioni, era inevitabile che in questa situazione entrasse anche la componente elettorale che in altri comuni nei quali abbiamo introdotto la tariffa puntuale non c’è stata - conclude -. Ovunque abbiamo potuto affrontare la situazione con più serenità,  gestendola e risolvendola caso per caso. A Ciriè no».

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