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CIRIÈ. Da bambino sognava di fare il sindaco, ora è candidato

CIRIÈ. Da bambino sognava di fare il sindaco, ora è candidato

A sinistra Federico Ferrara oggi. A destra Ferrara da bambino con il sindaco Chiappero

CIRIÈ. È un predestinato, Federico Ferrara. Già da bambino, sorridente e un po’ goffo ma col petto gonfio d’orgoglio, si faceva ritrarre mentre stringeva la mano al sindaco Luigi Chiappero.

La foto la pubblicò lui stesso su Facebook, nel 2016, al termine della sua prima campagna elettorale. Era corredata da un breve post: «Mentre da piccoli tutti volevano fare i calciatori, i veterinari o gli astronauti, beh, io volevo fare il sindaco».

Qualche anno dopo quella foto, non più bimbo ma ragazzo, i compagni d’istituto lo eleggono rappresentante degli studenti al Liceo Galilei. La prima esperienza, embrionale, di ciò che vuol dire “politica”. Nel mentre frequenta la parrocchia, come educatore e animatore.

Nel 2012  si  avvicina al Partito Democratico , in occasione della prima campagna elettorale di Matteo Renzi per le primarie Pd. Poi arriva l’esperienza nella Consulta dei Giovani del Consiglio Regionale del Piemonte. Quattro anni dopo è candidato consigliere nella lista dell’aspirante sindaco Luca Capasso.

Il centrosinistra perde ma Ferrara, giovanotto di 23 anni sbucato fuori dal nulla, sorprende tutti portando a casa una marea di preferenze: 189.

Da consigliere comunale studia e impara, grazie all’aiuto dell’ex sindaco Francesco Brizio e del capogruppo Luca Capasso, suoi due “mentori politici” nel parlamentino. Poi diventa capogruppo del partito, quando Capasso torna a presiedere la segreteria del circolo.

Ferrara mite e pacato, Ferrara determinato e concreto. Alla prima intervista, nel 2016, descrisse il se stesso del 2036. «Mi vedo laureato, con una famiglia e dei bambini». La laurea arriva, al Politecnico di Torino, in Ingegneria Gestionale, nonostante le paturnie comprensibilissime per l’esame di Fisica che gli rallenta un po’ la marcia. Poi arriva il lavoro, come impiegato in un’azienda nell’ambito informatico. Appena un mese fa è arrivato pure il matrimonio, a 29 anni compiuti.

E la politica? «Accetterò quel che verrà - ci rispose, ancora nel 2016 - sempre con il massimo della positività». Quel che verrà è arrivato con l’annuncio di mercoledì (anche se le voci circolavano già da qualche settimana, sulle colonne di questo giornale...): Federico Ferrara è il candidato sindaco del Pd di Ciriè. Federico contro Golia, pardon Loredana, lei che corre forte forte verso la riconferma, verso il secondo mandato.  Mentre lui è chiamato all’impresa: salvare la faccia ad un partito allo sfascio.

“Bisogna avere il coraggio di battersi per le proprie idee”

«Credo che per le proprie idee bisogna battersi e avere il coraggio di assumersi dei rischi. Oggi lo voglio fare per la città in cui ho sempre vissuto, mi sono formato e faccio politica - ha scritto Ferrara in un lungo post sul suo profilo Facebook e in un comunicato stampa -. Le esperienze politiche di questi anni e in particolare quella in Consiglio comunale a Ciriè come Consigliere e capogruppo, mi hanno permesso di imparare tanto ed oggi mi viene chiesto un impegno maggiore che sono pronto a sostenere insieme alla nostra bellissima squadra profondamente rinnovata con molti candidati giovani, motivati e ricchi di idee che hanno deciso di aderire al nostro progetto e con chi deciderà di sostenermi affinché Ciriè possa cambiare marcia e guardare al futuro con coraggio, progettualità e raccordo col resto del territorio».

Degli esponenti storici del Pd di Ciriè, a quanto pare, ce ne saranno veramente pochi. Molti, quasi tutti, saranno volti nuovi della politica. «Sviluppo, giovani, ambiente,  lavoro, attività produttive, infrastrutture, pedonalizzazione, sostenibilità, cura dei più fragili, cultura, istruzione, sono alcune delle parole chiave del programma che presenteremo alla cittadinanza impegnandoci a realizzare con convinzione e determinazione supportati dalla competenza - ha proseguito Ferrara –. Non sarà una campagna contro qualcuno ma non ci sottrarremo al nostro compito più importante : proporre in modo deciso la nostra alternativa e la nostra visione per la Cirié del 2031 scommettendo su una nuova generazione di amministratori. In questi anni in Consiglio Comunale abbiamo visto cosa vuol dire lasciare fuori la politica, i grandi temi, il metodo collegiale. La discussione tra i banchi della attuale maggioranza è stata ridotta a zero. Ancora non so che voce abbiano alcuni colleghi consiglieri.  È necessario un sindaco che non sia un uomo - o una donna - sola al comando, ma sia il leader di una squadra, plurale e preparata. Solo con il “noi” Ciriè avrà un futuro, andando oltre le individualità. Vogliamo infatti riportare in Giunta e in Consiglio comunale la passione, la competenza e un dibattito vero ed aperto su Ciriè. Bisogna volare più alto.  Non bastano singoli interventi, ben comunicati, per sviluppare una visione della città ma bisogna innanzitutto riconnettersi con le realtà sovralocali, con la Città Metropolitana, la Regione ed il Governo nazionale, intessere relazioni con i consiglieri metropolitani, regionali e con i Parlamentari, studiare piani di sviluppo di lungo periodo coinvolgendo l’Unione dei comuni, immaginare le valli di Lanzo come vera meta turistica Europea rendendo Cirié un naturale approdo dove vivere, lavorare, studiare, divertirsi, fare shopping o mangiare cibo di qualità.  Tutto questo è fare politica.  Coinvolgere la politica vuol dire difendere sempre il ruolo del nostro ospedale, presidio di eccellenza al servizio della nostra salute che non dobbiamo limitarci a ringraziare, ma su cui occorre investire.  Fare politica vuol dire prima progettare come si vuole sviluppare il centro storico e dopo fare gli interventi strutturali, non il contrario. E finalmente avere il coraggio di fare delle scelte come la pedonalizzazione favorendola con investimenti e interventi mirati.  Fare politica vuol dire immaginare spazi per i giovani: non nei luoghi nascosti in modo che non diano fastidio ma in mezzo ai quartieri sfruttando meglio le aree riqualificate perché Ciriè ha futuro se lascia spazio ai giovani, non se li ritiene un disturbo della pubblica quiete».

Spende parole al miele, per lui, il segretario dem Capasso: «La nostra sarà una lista a marchio Pd ma aperta al contributo di tutti per creare la vera alternativa a questa amministrazione comunale. Puntiamo su di un uomo giovane, con tanta passione e voglia di correre che crede in un forte rinnovamento per guardare al futuro della nostra città e del nostro territorio».

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