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CIRIÈ. Via libera al Consorzio di Area Vasta Cisa di Ciriè per la gestione dei rifiuti

CIRIÈ. Via libera al Consorzio di Area Vasta Cisa di Ciriè per la gestione dei rifiuti

Mario Burocco presidente del nuovo Cav Cisa di Ciriè

CIRIÈ. Martedì 27 luglio con l’approvazione nell’assemblea del consorzio Cisa dello schema di statuto e di convenzione da parte dei Comuni aderenti, è nato il Consorzio di Area Vasta previsto dalla legge regionale. «Inizia una nuova fase della gestione dei rifiuti che vede chiaramente distinti i ruoli inerenti la raccolta e la differenziazione, affidati ai Consorzi di Area Vasta territoriali, mentre per quanto riguarda gli impianti di trattamento e smaltimento nascerà successivamente una Conferenza d’Ambito a livello Regionale» spiega il presidente dell’ente Mario Burocco . Il Cav eredita nome, funzioni e struttura organizzativa dei vecchi consorzi ma questa volta in un contesto di quadro normativo certo. «Dopo anni di leggi regionali fatte ma mai applicate, modificate ed impugnate, ora sembra delinearsi un periodo quanto meno di chiarezza - prosegue Burocco -. Il quadro di incertezze del periodo che abbiamo trascorso non ha impedito al nostro consorzio di perseguire e raggiungere importanti risultati che per riduzione di rifiuto avviato al termovalorizzatore e aumento della percentuale di raccolta differenziata ci ha proiettato al vertice dei consorzi della Regione insieme al Consorzio Chierese».

Il Cav Cisa di Ciriè nasce quindi in continuità con il lavoro fin qui svolto dai suoi organi dirigenti che, come previsto dalla legge, vengono riconfermati sino alla naturale scadenza per non creare ulteriori scombussolamenti. I progetti di sviluppo sono già stati predisposti con il bilancio preventivo 2021 e quinquennale 2021/2025 a cui l’attuale normativa conferisce piena autorevolezza. Tra questi progetti vi è la prosecuzione e, su indicazione dei comuni che hanno dichiarato la loro disponibilità, l’estensione della Tariffa Puntuale, strumento che dalla sua applicazione nel 2018 ha consentito la riduzione del rifiuto inviato al termovalorizzatore di quasi 4mila tonnellate e ha consolidato la percentuale di raccolta differenziata stabilmente ormai sul 70%.

Altro progetto è centrato sull’attenzione al recupero della frazione organica che ha consentito di introdurre in molti comuni le casette del compostaggio con una spinta ad incrementare gli utenti che attraverso il compostaggio domestico partecipano alla trasformazione degli scarti di cucina da rifiuto a risorsa.

Le casette del compostaggio sono ormai tredici ma continuano a crescere per l’attenzione che i comuni stanno dedicando al progetto.

«Ciò genera un risparmio sicuro per l’ambiente in quanto viene eliminata la fase di smaltimento con i suoi costi e per l’utente che beneficia di uno sconto in bolletta - ammette Burocco -. Infine con l’affidamento dei servizi di raccolta alla società Sia srl partecipata da tutti i 38 comuni del consorzio è finalmente possibile prevedere una riorganizzazione del servizio di raccolta. L’introduzione di nuovi cassonetti a tecnologia avanzata consentirà di migliorare i risultati della raccolta differenziata e la qualità della risposta ai bisogni molteplici di un settore come quello dei rifiuti che, al di là del nome, assumerà una continua priorità nei servizi del prossimo futuro in funzione della naturale evoluzione della loro produzione legata ai cicli economici che si prospettano in ripresa. Impegni questi confermati dal nuovo organo di governo dei rifiuti per contribuire al rispetto delle norme in vigore e alla crescita di quella economia circolare che consente il risparmio di risorse e la riduzione dell’inquinamento ambientale».

Nella stessa seduta dell’assemblea dei Comuni Cisa è stato presentato e approvato anche il bilancio consuntivo del 2020 il cui conto economico raggiunge la cifra di 11 milioni 955mila 913 euro in linea con le previsioni che davano una riduzione di spesa per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e l’aumento dei contributi per le raccolte del materiale differenziato. Il pareggio fra entrate e uscite è garantito come disposizioni di legge e anzi consente di accantonare 55mila per le incognite legate alla nascita della futura Conferenza d’Ambito Regionale prevista dalle legge regionale a cui il Consorzio sarà chiamato a contribuire.

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