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05 Agosto 2021 - 19:09
CIRIÈ. All’inizio erano rimasti esclusi. E poi sono rientrati. Nei giorni scorsi la Regione Piemonte ha dato notizia del finanziamento del progetto di Distretto Diffuso del Commercio del Ciriacese e del Basso Canavese, presentato nel marzo scorso dalla locale Unione dei Comuni, con la candidatura all’apposito bando. La Regione, con l’istituzione dei Distretti del Commercio, persegue l’obiettivo di introdurre modelli innovativi di sviluppo commerciale, di sostenere e rilanciare il commercio facendo sinergia sul territorio, di creare insomma un sistema organizzato per il presidio commerciale dei territori, valorizzando il contesto locale.
«In perfetta aderenza con questi obiettivi, il progetto presentato dall’Unione dei Comuni del Ciriacese e Basso Canavese punta a un’evoluzione della programmazione economica, a una valorizzazione del settore commerciale per renderlo completo e aderente rispetto alle esigenze locali e attrattivo verso le aree circostanti, in particolare per le Valli di Lanzo che già gravitano sull’Unione, e su Cirié soprattutto, per acquisti e servizi di vario genere - spiega Loredana Devietti, Presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Cirié -. Gli attori del Distretto, deputati a individuare gli obiettivi strategici, sono l’Unione dei Comuni del Ciriacese e Basso Canavese e l’Ascom Confcommercio Torino e Provincia, associazione maggiormente rappresentativa per il settore del commercio a livello provinciale con la quale è stato siglato apposito accordo di partenariato».
Saranno coinvolti anche i numerosi attori che hanno presentato manifestazione di interesse (Ente di Gestione delle Aree Protette dei Parchi Reali, Unitre, Cna, Coldiretti, Lions Club, Rotary Club, associazioni sportive, culturali, comitati) o che vorranno aderire al progetto anche in seguito.
Il bacino di riferimento del costituendo Distretto Diffuso del Commercio del Ciriacese e del Basso Canavese possiede una rete ricca e articolata, caratterizzata da una forte presenza di esercizi commerciali di vicinato (oltre 650), da 33 medie strutture di vendita, da due grandi strutture.
A questi si aggiungono ben 8 mercati settimanali su area pubblica, con un totale di 466 posteggi (304 dei quali nei mercati ciriacesi del venerdì e del martedì), un mercato a km0 a Cirié, fiere di tradizione secolare, una ricca programmazione di eventi e manifestazioni.
Un tessuto in grado di incentivare i residenti all’acquisto sul territorio, che tuttavia presenta margini di ottimizzazione, soprattutto nei comuni di minori dimensioni.
Al ricco tessuto commerciale si aggiungono i 170 esercizi pubblici, i 17 esercizi ricettivi, le quasi 1500 attività artigianali, una significativa presenza di importanti servizi pubblici, di scuole di ogni ordine e grado, di moderni impianti sportivi, di musei e luoghi d’arte e di cultura, un calendario di manifestazioni ed eventi in costante incremento, la presenza di una importante struttura ospedaliera, il futuro ruolo di Cirié come stazione porta della ferrovia Torino-Ceres, gli agevoli collegamenti con Torino e con le vallate e, attraverso l’aeroporto di Caselle, con altre aree nazionali e internazionali. Un contesto privilegiato insomma, che sta resistendo bene anche alla concorrenza dell’e-commerce e agli effetti pesanti della pandemia da Covid-19, e che tuttavia necessita di azioni e supporti per rigenerarsi e proseguire la sua crescita e il suo sviluppo.
L’istituzione del Distretto servirà quindi a dare un impulso positivo all’economia e all’occupazione locale, a creare un brand, una identità di Distretto, a incoraggiare sviluppo e investimenti, a promuovere e programmare la riqualificazione dei luoghi del commercio, a mettere a valore le qualità competitive del Distretto, a promuovere la prossimità rispetto alla globalizzazione, a fornire alle imprese commerciali nuove competenze, formazione continua, informazione sulle opportunità di finanziamento e crescita.
Con i fondi regionali, che ammontano a circa 20mila euro, sarà possibile dare avvio alla progettazione e istituire formalmente il Distretto Diffuso del Ciriacese e del Basso Canavese. La Regione ha già promesso specifici bandi per sostenere le progettualità dei nuovi distretti, per concretizzarne gli obiettivi e per valorizzare il commercio in tutte le sue forme.
«Con il finanziamento regionale si pongono le basi del nuovo Distretto Diffuso del Commercio del Ciriacese e del Basso Canavese – dichiara Devietti –. E’ un progetto al quale teniamo molto e al quale abbiamo lavorato con convinzione, promosso da Cirié nel suo ruolo di ‘Comune polo della rete primaria’ - centro attrattore di area di programmazione commerciale riconosciuto dalla Regione Piemonte - e che si è poi evoluto in seno all’Unione dei Comuni del Ciriacese e Basso Canavese, diventando così a tutti gli effetti un progetto di territorio. Una iniziativa quanto mai opportuna in questo periodo di crisi e resilienza, che richiede massimo impegno per valorizzare le realtà locali, preservare e sviluppare il commercio di prossimità a servizio dei cittadini, rivalutare i luoghi del commercio e i centri storici puntando sulla nostra identità economica, culturale e sociale, sostenendo il tessuto commerciale e imprenditoriale in questa complessa fase di ripresa.
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare gli altri Sindaci dei Comuni dell’Unione, l’assessore al Commercio Alessandro Pugliesi che fin da subito ha creduto in questa idea, il Presidente dell’AScom ciriacese Stefano Faletti per il prezioso supporto e la fattiva collaborazione, gli uffici comunali e il Suap di Ciriè, e in particolare l’Arcnitetto Noto, futura Manager di Distretto.
Un grazie va anche a tutti gli enti e associazioni che hanno manifestato il loro interesse a essere coinvolti nei futuri sviluppi: saranno molti gli attori che interverranno nel percorso che si sta avviando, pubblici e privati, e si dovrà far ricorso a risorse di diversa provenienza, ma con una unica finalità condivisa: valorizzare il nostro territorio, rendere le nostre città sempre più belle e accoglienti, sostenere lo sviluppo del tessuto commerciale e dei servizi locali per far sì che i nostri cittadini trovino sul nostro territorio una risposta di qualità per le loro esigenze. Il prossimo passo, già affrontato con i diversi interlocutori, sarà avviare confronti di territorio per ampliare sinergie e collaborazioni anche con i Distretti limitrofi, quali, ad esempio, le Unioni Montane».
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