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03 Agosto 2021 - 15:36
Valentina Massa, presidente della Fidas Adsp Ciriè-San Carlo
CIRIÈ. Festa di compleanno rimandata di un anno per la Fidas di Ciriè e San Carlo che nel 2020 ha raggiunto il traguardo di 70 anni di attività.
Causa pandemia l’anno scorso i festeggiamenti sono stati rinviati ma lo scorso 2 giugno, festa della Repubblica, l’associazione è stata premiata con una targa dalla Giunta Devietti nel giardino di Palazzo D’Oria per il fondamentale ruolo svolto sul territorio. E a settembre il sodalizio festeggerà finalmente l’importante compleanno. «Speriamo di riuscirci domenica 19 settembre - afferma la presidente Valentina Massa – almeno per premiare i donatori benemeriti del 2020 e 2021. Dobbiamo individuare un luogo all’aperto ma, visto come si stanno mettendo le cose riguardo l’emergenza sanitaria, invitiamo tutti a seguirci sui social perché potrebbero esserci dei cambiamenti».
Quest’ultimo anno e mezzo è stato travagliato per l’associazione anche se l’attività non si è mai fermata. «C’è stato un calo delle donazioni per motivi organizzativi – racconta Massa – per i protocolli anticovid sono cambiate le modalità dei prelievi, ringrazio i nostri donatori che si sono adeguati».
All’inizio della pandemia la solidarietà ha fatto impennare le donazioni, come si è verificato anche in altri settori, ma il trend non si è mantenuto costante: «Subito abbiamo registrato un boom – continua Massa – quando c’è un’emergenza la gente è più sensibile ad aiutare gli altri ma passato il momento ci si dimentica che noi operiamo tutto l’anno. Il periodo da luglio a metà settembre per noi è il più duro perché la gente va in vacanza e magari in un luogo dove quando torna deve fare la quarantena. Quello che ci ha penalizzati è stata anche l’impossibilità di sensibilizzare le persone, prima allestivamo un banchetto in tutte le manifestazioni e poi andavamo con l’autoemoteca alle scuole superiori di Ciriè, cose che non è più stato possibile fare».
Nonostante ciò i numeri raggiunti dalla Fidas locale sono notevoli: nel 2020 le donazioni sono state 860 e dal 1° gennaio 2021 ad oggi sono già 511. I donatori attualmente sono 660 di cui 19 new entry. «I numeri sono alti – commenta la presidente – ma le nostre potenzialità sono molto alte, facciamo un prelievo di sangue al mese e 3 o 4 di plasma all’anno. Ma il trend negativo si registra già da qualche anno. Il contesto socio-economico è cambiato. Settant’anni fa le donazioni avvenivano quasi da braccio a braccio, adesso le procedure sono molto diverse. Cinque anni fa abbiamo raggiunto l’apice con 1000 donazioni annue poi sono seguiti anni burrascosi perché purtroppo non abbiamo mai avuto una sede fissa».
Attualmente i prelievi avvengono alla Rsa di via Biaune che da un anno è gestita dalla cooperativa Punto Service. «Noi puntiamo molto sui giovani - spiega Valentina Massa – perché è importante avere un ricambio generazionale. Grazie al lavoro fatto nelle scuole abbiamo un gruppo giovani che ormai rappresenta il 20-30% dei donatori. Speriamo che la situazione si normalizzi per poterci risollevare».
In occasione della recente inaugurazione della nuova scuola primaria a San Carlo l’associazione ha donato un defibrillatore alla struttura che aprirà i battenti a settembre. «Pensiamo ad un’iniziativa analoga anche a Ciriè - conclude Massa – Abbiamo fatto quello che ci viene meglio: salvare vite».
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