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22 Luglio 2021 - 15:06
I simboli di Potere al Popolo in biblioteca
CIRIÈ. Ma quale biblioteca politicizzata! Parlano di «accuse infondate» i militanti di Potere al Popolo Ciriè e Valli di Lanzo, in risposta alle polemiche sollevate da Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli d’Italia,sulla comparsa di alcuni fogli con su stampato il simbolo del partito di sinistra nella sezione “Storia della donna” della biblioteca ciriacese.
«Stanno avvenendo fatti gravi e dal sapore amaro - aveva puntato il dito Mattia Palermo, braccio destro di Davide D’Agostino -. Da un po’ di tempo si aggirano certi soggetti che, in maniera subdola, cercano di rendere uno spazio pubblico, libero e aperto al confronto come quello della biblioteca comunale uno spazio dedito alla propaganda e alla logica del pensiero unico».
«Apprezzo il fatto che la biblioteca sia aperta a dibattiti e confronti anche di natura politica, ma che addirittura compaiano dei loghi di partito sugli scaffali come se fossero insegne pubblicitarie a bordo campo, trovo che sminuisca la serietà del confronto - aveva aggiunto Palermo -. Per i sostenitori di Potere al Popolo che hanno compiuto questo gesto, ricordiamo che la biblioteca è un luogo adibito alla formazione, alla cultura e al dibattito. Nel caso volessero avere confronto serio, siamo anche disposti a organizzare eventi culturali, anziché limitarci a fare mera propaganda fuori luogo».
Ai militanti di Potere al Popolo la presa di posizione della giovanile di Fratelli d’Italia non è andata giù. Anche perché, da quel che sostengono, loro non c’entrerebbero nulla.
«Chi ci accusa lo fa in maniera infondata, attribuendoci un gesto che non è stato né deciso né rivendicato dalla sezione Pap ciriacese né da altre sezioni - risponde la portavoce Giulia Sopegno -. Le pratiche politiche che utilizziamo muovono da riflessioni e ragionamenti collettivi e orizzontali, e sono agite attraverso i nostri corpi nelle strade, nelle piazze, nei luoghi pubblici. Non abbiamo paura di palesarci e tutte le nostre azioni di lotta politica sono sempre state rivendicate pubblicamente, anche su questo giornale». Insomma gli attivisti ciriacesi non hanno la minima idea di chi possa avere lasciato quei foglietti lì.
«Un’azione priva di spiegazioni su cui è stata sollevata un’anomala attenzione, tale da renderci diffidenti» sottolinea Sopegno. I militanti si rivolgono poi ai ragazzi di Fratelli d’Italia.
«A chi si è sentito oltremodo oltraggiato dal misterioso gesto, ovvero non la Biblioteca Civica nella persona del suo direttore o i responsabili del Comune, bensì un’altra compagine politica, venuta a conoscenza del fatto per vie altrettanto misteriose e con una rapidità sorprendente rispetto agli altri soggetti coinvolti - prosegue Sopegno -. Il giorno in cui il suddetto gruppo politico ripudierà il fascismo e i suoi dogmi o le sue becere emulazioni nostalgiche, allora forse troverà in noi delle interlocutrici e degli interlocutori. Non accettiamo di dover rendere conto di una simile questione con chi solamente si atteggia a difesa della cultura per nobilitarsi, poiché tale cultura germoglia e fiorisce non nel tanto temuto “pensiero unico” bensì nei valori democratici e costituzionali che affondano le loro radici anche nella Resistenza Antifascista».
La Biblioteca Civica di Ciriè, peraltro, è sempre stata notevolmente attenta ai contenuti che circolano al suo interno. «Proprio per questo ci sorprende una così scarsa vigilanza rispetto alla circolazione di tali materiali, soprattutto in questa fase pandemica dove ingressi e movimenti dell’utenza sono strettamente contingentati - aggiunge -. Un paio di volantini, poi misteriosamente scomparsi, sono stati posizionati su uno scaffale, non a caso, dedicato alle questioni di genere. Ci permettiamo di aggiungere alle dichiarazioni rilasciate che tali questioni non rientrano squisitamente nei “dibattiti di natura politica”, piuttosto rientrano nella sterminata letteratura e saggistica filosofica, antropologica, sociologica, militante e queer, di interesse scientifico e accademico, che da decenni si diffonde con l’obiettivo di ottenere rappresentazioni e diritti da sempre negati».
Per concludere, un appello col sorriso: «A qualunque supporter in incognito del movimento Potere al Popolo, rinnoviamo l’invito a partecipare alle nostre assemblee e a contribuire alla nostra cassa di resistenza, dal momento che purtroppo attualmente non abbiamo liquidi sufficienti per stampare volantini a colori».
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