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26 Aprile 2021 - 12:42
Luca Capasso, segretario del Pd di Ciriè, consigliere comunale
Tutto è perdonato. Con una supercazzola degna della migliore sceneggiatura di Monicelli si è finalmente conclusa - deo gratias! - la polemica tutta interna al Partito Democratico di Ciriè sulla figura del segretario Luca Capasso. Gli ex Ds chiedevano la sua testa con tanto ardore e tanta convinzione che alla fine la testa è rimasta ben salda al collo. Una tempesta in un bicchiere di acqua minerale, avrebbe detto Flaiano.
Ricapitoliamo la tragicommedia alla quale nostro malgrado abbiamo dovuto assistere. L’ala ex Ds in un blitz al direttivo Pd aveva chiesto le dimissioni di Capasso per alcune sue dichiarazioni rilasciate alla Voce. Il segretario aveva criticato Devietti, insieme ad Azione e Italia Viva, sulla riqualificazione di via Vittorio. Poi, in una successiva intervista, aveva affermato di voler trovare per il centrosinistra un candidato esterno al Pd.
La corrente anti-Capasso si era inoltre indispettita per le dichiarazioni di Matteo Maino, leader di Azione, che aveva proposto una lista civica Pd più Azione più Italia Viva per le prossime elezioni. Gli ex Ds avevano insomma contestato a Capasso di non aver condiviso la linea politica con tutto il partito.
Dopo qualche direttivo andato a mal fine, il segretario aveva lanciato un ultimatum: o si trova una figura alternativa capace di ottenere il consenso di tutto il Pd oppure Capasso avrebbe dovuto rimettere il suo incarico alla segreteria provinciale per procedere con il “commissariamento” del circolo. Scacco.
Gli ex Ds, spiazzati, hanno tirato fuori dal cilindro il nome di Ruggero Vesco. Lui, che effettivamente avrebbe messo d’accordo tutti, ha gentilmente declinato l’invito senza mandare tutti a quel paese, ma probabilmente sognando di farlo.
Al direttivo dell’8 aprile, la svolta. Capasso si è “chiarito” con gli anti-Capasso, asserendo di non avere preclusioni di sorta verso nessuno, anche aprendo ad intavolare un possibile dialogo con il sindaco Loredana Devietti in vista delle elezioni.
Pochi giorni dopo sul “Risveglio” - a noi i dem non l’hanno mandato per ripicca, ci contorciamo nel dolore - è comparso un comunicato con il quale gli ex Ds confermavano la propria fiducia al segretario. Una fiducia - sì, proprio così - «con riserva». Capasso cornuto e mazziato, segretario osservato speciale.
A spiegare come si è giunti alla pacificazione è Roberta Baima Poma, ex assessore, membro del direttivo del circolo (nell’ala anti-Capasso).
«C’è stato un periodo di confronto all’interno del circolo dal quale potevamo uscire in due modi, ognuno per la sua strada oppure uniti, perché solo cosi si va da qualche parte - ammette -. Per fortuna abbiamo trovato una soluzione, dopo un dialogo serrato ma costruttivo siamo pronti ad andare avanti compatti per il bene del nostro circolo e della nostra città. Il dibattito è stato lungo, ma quando ci sono tante sensibilità è difficile metterle tutte d’accordo, sarebbe molto più facile girarsi dall’altra parte e fare finta di niente faccia. Noi siamo molto soddisfatti. Questa città ha grandi opportunità e il Pd vuole fare la sua parte e aprirsi di nuovo alla città, una cosa un po’ mancata in questi anni. Ora che le cose al nostro interno sono a posto, vogliamo guardare all’esterno».
Quel che non è ben chiaro, a dirla tutta, è il motivo per cui il partito sia stato messo a ferro e fuoco salvo poi tornare tutti timidamente sui propri passi.
«Abbiamo aperto questo confronto per le dichiarazioni del segretario ai giornali, abbiamo chiesto spiegazioni e ci sono state date, abbiamo voluto mettere un punto e ora ripartiamo - aggiunge Baima Poma -. Abbiamo aperto la “crisi” per capire certe dinamiche, Luca si è spiegato con noi come si fa tra persone civili e abbiamo trovato un punto di unione, tanto è vero che nei prossimi giorni andremo a costituire due delegazioni, una per partire con le trattative politiche e un’altra per stilare il programma. Ognuno ha avuto le sue motivazioni per determinati comportamenti, ma un conto è leggere un giornale e un altro è parlare con il diretto interessato». Insomma bastava una chiacchierata...
Cosa vuol dire, invece, «fiducia con riserva»? «Noi la crisi l’abbiamo aperta per avere un confronto, ora però le parole vanno dimostrate con i fatti - risponde l’ex assessore -. Il dialogo è aperto, ora dobbiamo passare all’azione». Capasso... sei avvisato!
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