AGGIORNAMENTI
Cerca
09 Aprile 2021 - 14:08
Ruggero Vesco
Il dibattito interno al Partito Democratico di Ciriè entusiasma ormai quanto il comportamento sessuale degli scarafaggi. Meno di zero.
Nelle ultime settimane si sono succeduti altri finti colpi di scena dai quali non è emerso nulla di nuovo. Uno in particolare. L’ala degli ex Ds, la stessa che ha chiesto la testa del segretario Luca Capasso, ha tirato fuori dal cilindro nientepopodimeno che il nome di Ruggero Vesco, figura ritenuta rappresentativa della totalità del Pd e quindi capace di rimarginare le ferite inferte al circolo dagli accesi scontri tra i sostenitori e i detrattori di Capasso, insomma l’unico potenzialmente in grado di tirare fuori il partito dall’impasse che si è creata lo scorso gennaio.
C’è un problema, però. Vesco ha già declinato l’invito... «Non farò né il reggente, né il segretario del circolo locale del Pd» ci dice a gran voce. Scelta più che saggia, non foss’altro che Vesco avrebbe dovuto assumere la guida di un partito che alle prossime elezioni ha grandissime probabilità di prendere una mazzata ancora peggiore di quella di 5 anni fa. E poi non è che sia necessario andare troppo in là con la memoria per ricordare com’era finita la precedente esperienza di Vesco alla guida del Pd, protrattasi dall’ottobre del 2016 all’ottobre del 2017, quando l’ex vice sindaco aveva deciso di non candidarsi al congresso del circolo perché «non c’erano le condizioni politiche».
Nelle settimane precedenti al congresso Vesco intuì la mancanza di una condivisione a 360 gradi sulla sua candidatura (forse a causa del poco slancio oppositivo verso l’operato dell’Amministrazione Devietti) e decise di far saltare il banco per non finire ingabbiato in una segreteria formalmente unita ma nei fatti - oggi sembra evidente - totalmente divisa. Giusto per dire, quello passò timidamente alla storia (minore) della politica ciriacese come il “congresso dei veleni”. Naturale, in fin dei conti, che anche l’ipotesi “Vesco segretario” sia andata a farsi benedire.
E Capasso, in tutto questo? Continua a restarsene con le mani in mano, d’altronde altro non può fare. Pare che nei giorni scorsi abbia pure disertato una riunione dei segretari metropolitani del partito. Alcuni esponenti del circolo, da Francesco Brizio a Federico Ferrara, continuano a confermare piena fiducia nei suoi confronti. Ma ormai, dopo tutto quel che è successo, è decisamente remota l’ipotesi che possa rimanere segretario. Se i nodi su Capasso non si scioglieranno, infatti, quest’ultimo sarà costretto a rassegnare le dimissioni e rimettere il suo incarico alla segreteria metropolitana. Questa potrebbe dare mandato al direttivo ciriacese di convocare un congresso straordinario, ma è più probabile che decida di nominare un commissario del circolo. Da questo punto di vista, nell’ambiente torinese sembra si stia ipotizzando la figura della deputata barbaniese Francesca Bonomo, punto di riferimento per il partito nel territorio.
Per il momento, comunque, sono tutti attendisti. Abbiamo provato a chiedere una dichiarazione a Capasso, ma ci ha risposto con un secco «no comment». Lunga vita al Partito Democratico!
Quello del Pd sembra ormai un funerale di terza categoria. Come sappiamo, il casino è cominciato a gennaio con l’ala degli ex Ds - tra i quali Giorgio Perello, Mario Burocco, Gianni Palermo e Roberta Baima Poma - che avevano chiesto le dimissioni a Capasso per alcune sue dichiarazioni rilasciate a questo giornale.
Capasso aveva puntato il dito contro l’Amministrazione Devietti, insieme ad Azione e Italia Viva, per l’esito dei lavori di via Vittorio ritenuto insoddisfacente. In un’intervista aveva poi dichiarato di pensare ad un candidato sindaco del centrosinistra esterno al partito, nel quale non intravedeva nessun profilo all’altezza.
In conclusione gli ex diessini avevano mal digerito alcune dichiarazioni di Matteo Maino, leader di Azione, che proponeva per le elezioni – come se il percorso fosse già intavolato – di dare vita ad una lista civica formata dai componenti di Pd, Italia Viva e appunto di Azione. Gli ex Ds avevano interpretato queste dichiarazioni come “fughe in avanti” di Capasso, che avrebbe deciso di testa sua una linea politica senza condividerla con la totalità del partito.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.