Cerca

CIRIÈ. Il Carroccio riparte da Levak: “Vogliamo entrare in Comune”

Ad un tavolino ovale del bar “Pier91”, in pieno centro storico, siede Piercarlo Levak. Maneggia una bustina di the, aromatizzato menta, da immergere in una tazza d’acqua bollente. «Devo scaldarmi un po’ la gola - dice -. Ho un brutto raffreddore». Il naso arrossato, gli occhi stanchi, la voce nasale, la maglia col colletto tirato fin sotto il mento e un pacco di fazzoletti di fianco alla tazza ne sono testimoni evidenti. Passerà. Questo ragazzo - studente di Diritto per le imprese all’Università di Torino, diplomato in ragioneria - è uno che si sbatte a destra e a manca. Non ha paura del raffreddore. Da circa un anno è entrato a far parte del Comitato Festeggiamenti Borgo Loreto. «Mi sono avvicinato perché mi piace molto la tradizione folkloristica piemontese e nel comitato ho trovato pane per i miei denti. Sono stato invitato e ho accettato fin da subito di farne parte». Ha pure la tessera del gruppo delle penne nere ciriacesi, come aggregato amico degli alpini. È il socio più giovane e si occupa un po’ della parte di comunicazione con le testate giornalistiche. Fa parte anche del Rotaract Club Torino-Valli di Lanzo, in qualità di consigliere. Si tratta della giovanile del ben più noto Rotary.  Ma se lo stiamo intervistando è per tutt’altro.  Piercarlo Levak è il responsabile degli enti locali ed il coordinatore dei giovani della Lega di Ciriè-Valli di Lanzo. Dal 2018 affianca il segretario del Carroccio Gianfranco Fiore, rocchese e già vice sindaco nel paesino della Val Malone. Levak è un altro di quei giovani - ce ne sono diversi, a destra  a sinistra - che a Ciriè hanno preso a cuore la cura della cosa pubblica. È il leghista ciriacese più noto: come detto, si fa vedere un po’ dappertutto. E appare scontato come sia destinato a giocare un ruolo importante alle prossime elezioni comunali...

Levak, perché ti sei avvicinato alla Lega?

Mi sono appassionato di politica in seconda media e sono da sempre stato vicino ad una linea di centrodestra. Ho deciso di tesserarmi con la Lega perché ho sempre amato il mio territorio - Ciriè, le Valli di Lanzo, il Canavese - e questo partito ha un forte attaccamento alle piccole realtà territoriali.

La sezione cresce?

Abbiamo molti iscritti. Negli ultimi tempi tra Ciriè e ciriacese abbiamo fatto una sessantina di tessere, tra cui diversi giovani.

Su Ciriè com’è organizzata?

Al momento ci sono io particolarmente attivo, ci sono anche altre persone ma per ora non hanno incarichi nella sezione.

Quali attività organizzate in città?

Raccolte firme, gazebo, promozione delle iniziative di partito nazionali e  locali. Qualche tempo fa abbiamo anche organizzato un incontro di scuola politica. L’attività principale al momento è quella del gazebo, che ci permette di stare a contatto con i ciriacesi ed essere presenti sul territorio. È anche l’attività più vera, perché la vivi in mezzo alla città, per strada.

C’è dialogo con gli altri partiti di centrodestra?

Quando c’è stata l’occasione di fare una chiacchierata non mi sono mai trovato di fronte un muro, anzi. Noi siamo aperti a qualsiasi tipo di dialogo con le forze del centrodestra. 

Come sta amministrando Devietti?

Sono entrato nella Lega solo nel 2018, non mi sento di dare un giudizio, anche se so che ci sono state diverse polemiche.

Davide D’Agostino rappresenta in consiglio comunale l’intero centrodestra. Sta lavorando bene?

È una persona molto presente e attiva a livello territoriale.

Da qui alle elezioni la Lega collaborerà maggiormente con le altre forze di centrodestra?

Come detto, siamo aperti al dialogo. Credo che il centrodestra debba svolgere un ruolo importante in città, ma si vedrà strada facendo quali opzioni verranno fuori.   

Perché un giovane dovrebbe avvicinarsi alla Lega?

Al giorno d’oggi la parola “patria” ha perso qualsiasi tipo di valore, quando sventoli la bandiera italiana vieni classificato come nazionalista, in modo dispregiato. Penso invece che oggi sia fondamentale che ci siano giovani pronti a difendere l’orgoglio per il proprio paese, anche proprio da un punto di vista sentimentale, di attaccamento al territorio.

Avete cominciato a parlare delle elezioni?

Naturalmente sì, ma attualmente non mi sento di esporre nessun tipo di strategia. Manca ancora un anno e mezzo, siamo in via organizzativa. La Lega naturalmente non sarà ferma e questo dev’essere chiaro.

La Lega sarà presente alle elezioni?

La Lega o alcuni esponenti della Lega.

Qual è il vostro obiettivo?

Rappresentare la Lega all’interno delle istituzioni. 

Ti candiderai?

Non lo escludo.

Ti piacerebbe candidarti come sindaco?

In questo momento non ci penso. Mi accontenterei sinceramente di candidarmi come consigliere. Sono un ragazzo ambizioso ma l’ambizione deve poi incontrare la realtà.

Porte aperte al dialogo con la Devietti?

Al momento siamo aperti al dialogo con tutti. Vedremo più avanti cosa succederà.

La Lega non è stata un po’ assente in questi anni a Ciriè?

Io sono tesserato dal 2018, non posso dare giudizi rispetto a quanto fatto prima perché non conosco la situazione. A me piace parlare della Lega di oggi, che è presente e attiva sul territorio, ha diversi militanti ed è sempre disponibile a qualsiasi tipo di iniziativa di carattere politico. Io sono il primo a mettermi in gioco, a cercare di dare un contributo al mio Comune, fare qualcosa di positivo.

Da qui alle elezioni ci sarà una presenza maggiore della Lega in città?

La Lega è presente e attiva sul territorio al di là della campagna elettorale, ma certe le elezioni ci daranno una spinta in più.

Cosa pensi degli altri giovani  che fanno politica a Ciriè?

Un giovane che si avvicina alla politica è sempre qualcosa di buono, al di là delle appartenenze politiche. Ci vuole coraggio per mettersi in gioco, per questo l’impegno va rispettato a prescindere.

Perché un giovane dovrebbe votarti?

Perché credo di poter portare il mio contributo in modo concreto e forte a Ciriè. Le novità, se valide, portano sempre benefici, una ventata di freschezza.

Di quali istanze ti faresti portatore?

Porterei la voce dei giovani e delle associazioni all’interno delle istituzioni.

Fossi sindaco di Ciriè, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Mi batterei per il sottopasso ferroviario in via Torino. Ascoltando i cittadini, vedo che quello della viabilità in quel tratto è un disagio molto sentito. Inoltre mi è stato chiesto più volte di individuare spazi verdi per gli animali, mi piacerebbe sostenere anche questa causa, anche un po’ per arginare il degrado portato dalle deiezioni canine sotto ai portici di via Vittorio.

Puntate a governare la città?

Penso sia il sogno di tutti. C’è molto da lavorare e vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori