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CIRIÈ. Le Spine, l'avvocato della coop: "Nessun problema di sicurezza"

CIRIÈ. Le Spine, l'avvocato della coop: "Nessun problema di sicurezza"

Il parco divertimenti Hopland di via delle Spine

«Non c’è stato nessun problema di sicurezza, solo questioni di regolarità amministrativa». A chiarire i dettagli del contenzioso tra il Comune di Ciriè e la cooperativa sociale Casa di Nazareth, che gestisce la struttura di via Delle Spine, è l’avvocato Federico Burlando dello studio Scaparone, che ha seguito la cooperativa nel ricorso al Tar contro il provvedimento comunale che aveva disposto la chiusura temporanea del parco divertimenti “HopLand”.  La struttura, dopo la pronuncia del tribunale che ha sospeso il provvedimento per 120 giorni, riaprirà i battenti il 5 gennaio. «L’atto del Comune è stato motivato dall’assenza dell’autorizzazione alla sostituzione dei gonfiabili riscontrata a fine settembre, mentre erano ancora in fase di collaudo, dalla mancata previsione dell’escape room nella planimetria della struttura e da un gradino in prossimità dell’uscita di emergenza - spiega il legale -. Subito la cooperativa è intervenuta sul gradino, mentre il 26 novembre il Comune ha poi autorizzato la sostituzione dei gonfiabili, che peraltro avviene ogni anno. Rimaneva solo l’escape room, che ci eravamo detti disponibili a non aprire. Allora abbiamo chiesto la revoca anche solo parziale del provvedimento, ma il Comune non ha risposto». Visto che il tempo passava senza che arrivasse il via libera da parte del Comune, la cooperativa ha deciso di rivolgersi al Tar. «Non l’avessimo fatto - chiarisce l’avvocato -. non avremmo più potuto impugnare il provvedimento, pur essendone venuti meno i presupposti».

C’è poi il verbale di un’ispezione svoltasi a settembre, che la cooperativa ha ricevuto solo a inizio dicembre dopo una serie di richieste, da cui emergono alcune irregolarità legate più che altro ad aspetti edilizi e all’utilizzo degli impianti. 

«Questioni che c’entrano poco o nulla con il parco divertimenti, ma attengono più alla concessione - prosegue Burlando -. Al momento, però, non ci è ancora chiaro cosa di debba fare per regolarizzare la situazione. Il Comune non ha mai parlato con chiarezza. Ci dicano cosa mettere a posto, noi lo faremo. Noi non vogliamo fare mica la guerra all’Amministrazione, vogliamo solo capire cosa dobbiamo fare e siamo disponibili al dialogo».

I 120 giorni della sospensione del Tar saranno utili proprio per regolarizzare tutte le situazioni. «Ad oggi rimane preclusa solo l’escape room, su cui si deciderà in udienza a giugno».

Ma i discorsi tra la cooperativa e il Comune riguardano anche altro. «Il sindaco ha lamentato che nella struttura si fa troppo poco sport - aggiunge l’avvocato -. Casa di Nazareth nel 2015 aveva previsto queste attività ricreative per stare in piedi, anche perché non ci sono società che affittano i campi per tutto l’anno permettendo la sostenibilità economica degli impianti sportivi.  Ora il Comune ci ha fatto presente che vorrebbe qualcosa di diverso. Noi a fine novembre abbiamo presentato una proposta di rifunzionalizzazione, spostandoci un po’ di più verso l’attività sportiva. Ma non ci è ancora stata data una risposta. In ogni caso casa di nazareth ritiene di essere pienamente in regola con la normativa per la sicurezza».

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